Continua a tenere banca la vicenda Asm dopo l’interrogazione depositata dal consigliere di Terni Masselli Sindaco Valdimiro Orsini sulla posizione dell’Ad Tiziana Buonfiglio, intervenuta in prima persona sulla partita. Ora a prendere la parola sono il sindaco Stefano Bandecchi e la Rsu.
Terni: «Possibile conflitto di interessi ai vertici Asm». Il consigliere Orsini interroga il Comune
«Le parole lette sui giornali – si legge nella nota inviata dalla Rsu – nei giorni passati in merito a scelte societarie oramai di natura privata, ci rendono perplessi perché non fanno il bene di Asm e dei ternani. La politica che oggi critica, due anni fa è stata protagonista del closing con Acea in cui ha affidato alla società romana la governance di Asm. Tale scelta che all’inizio guardavamo con scetticismo a distanza di due anni ci porta a registrare un positivo cambio di approccio che ha investito l’azienda e forse rimanere ancorati al passato non è realistico quando gli scenari socioeconomici cambiano. Il ruolo della Rsu aziendale è quello di vigilare e di incalzare a finché si realizzi ciò che c’è ancora da fare come i riconoscimenti salariali e l’adeguamento dei livelli professionali che attendiamo da un anno e mezzo che ci erano stati promessi tra dicembre e gennaio, la stabilizzazione del personale somministrato, il potenziamento dei settori operativi, l’adozione di piani che favoriscano il ricambio generazionale, investimenti sulla sicurezza dei luoghi di lavoro e dei lavoratori, crescite professionali, corretti inquadramenti professionali e stessi diritti del personale Acea. In questi anni, per onestà di contenuto, sono stati raggiunti molti importanti obiettivi: welfare aziendale, fondo sanitario integrativo per tutti i dipendenti con l’inclusione del contratto Federgasacqua non era adeguatamente coperto, piani di formazione, assunzioni ed investimenti e l’Asm di oggi è un’azienda che torna a guardare il futuro, creare sviluppo, capace rinnovarsi e riscoprirsi centrale ed attrattiva. Il sindacato chiede alla politica locale responsabilità, e questo lo fa a prescindere dagli attuali amministratori dell’azienda, perché la varietà di opinioni non significa il superamento del conflitto, ma aiuta a comprendere che esiste una dimensione di progresso condiviso, un orizzonte comune – conclude la Rsu – verso cui procedere in modo cooperativo nel bene dell’azienda, dei lavoratori e della città».
Asm Terni, Buonfiglio replica su incarichi concomitanti e affidamenti. Prosegue la bagarre
Mercoledì ha preso posizione sul tema anche il sindaco: «In qualità di primo cittadino – il commento di Bandecchi – ritengo che qualsiasi dirigente o funzionario di una società partecipata direttamente o indirettamente dal Comune di Terni debba astenersi da qualsiasi dichiarazione o altra espressione con il consiglio comunale. Nessuno dei sopraccitati deve rispondere a nessun consigliere comunale intento nell’espletamento delle sue funzioni sia che faccia parte della maggioranza che dell’opposizione. Nessuno deve sentirsi superiore alla politica, alla vita sociale e democratica della sua città e della sua nazione. Un consigliere comunale nella sua piena funzione ha il diritto di interrogare il sindaco, le commissioni, gli assessori. Chiedo nell’interesse della comunità e dei suoi ordinamenti di non confondere ruoli apicali di società con i ruoli politici. Sempre come sindaco esprimo piena solidarietà a Valdimiro Orsini che mi aveva legittimamente rivolto una domanda alla quale non ho ancora risposto». Finita così? Negativo.
Giovedì è Orsini a replicare alla Rsu: «Sono stupito dal sindacato che fa da scudo all’azienda. La trasparenza non è un optional. Destano profonda perplessità le dichiarazioni della rsu di Asm. È singolare, oltre che preoccupante, assistere a una nota sindacale che sembra quasi scritta dagli uffici della governance aziendale piuttosto che dai rappresentanti dei lavoratori. L’interrogazione presentata al sindaco Stefano Bandecchi non è un attacco politico all’azienda ma un atto ispettivo dovuto. Chiedere chiarimenti su un potenziale conflitto di interessi dell’amministratore delegato di una società a maggioranza pubblica è un dovere verso i cittadini ternani. La trasparenza non è un ancoraggio al passato, come sostiene la rsu, ma il pilastro della legalità amministrativa. Sorprende che chi dovrebbe vigilare sui diritti dei lavoratori consideri perplimente la richiesta di rispetto delle regole. Sentire il sindacato elogiare il cambio di approccio della governance Acea, mentre nello stesso comunicato ammette di attendere da un anno e mezzo riconoscimenti salariali e inquadramenti promessi e mai mantenuti, rasenta il paradosso. La rsu dovrebbe preoccuparsi che l’azienda non usi le dinamiche private per eludere il controllo pubblico, invece di fare da scudo a chi siede ai vertici. I diritti dei dipendenti sono figli di una gestione trasparente, non di concessioni paternalistiche. Non accetto lezioni di responsabilità da chi oggi sembra voler barattare la vigilanza sulla correttezza amministrativa con un vago orizzonte di sviluppo. La politica ha il compito di controllare, il sindacato quello di tutelare: se i ruoli si invertono o si sovrappongono, a perdere è solo la città di Terni. Asm è un patrimonio della città, non una proprietà privata di Acea o di chi la amministra pro tempore. Continueremo a pretendere chiarezza su ogni singola scelta societaria, perché il bene dell’azienda passa necessariamente per la legalità e la trasparenza delle sue figure apicali. Se la rsu preferisce il silenzio di fronte a dubbi legittimi, noi preferiamo la schiena dritta e il rispetto del mandato elettorale e del ruolo della politca. A tal proposito ringrazio il sindaco Stefano Bandecchi per essersi espresso in maniera chiara e autorevole sulle prerogative del primo cittadino e dei consiglieri comunali, è lui a dover rispondere – conclude – alle interrogazioni dei consiglieri e non certo l’Ad di turno, benchè difeso dalle organizzazioni sindacali».






