di Giovanni Cardarello
Scatta ufficialmente la mappa della trasparenza per i rilevatori di velocità in Umbria, ma con tre ‘black out’ forzati.
Dopo l’entrata in vigore della riforma autovelox, fortemente voluta dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, sul territorio regionale sono stati spenti tre dispositivi che non rispondevano ai nuovi requisiti normativi.
A certificarlo è lo stesso Ministero attraverso una nota ufficiale che fotografa il nuovo bilancio post-riforma: «Allo stato attuale, quindi, risultano omologati 63 dispositivi a fronte dei 66 dislocati sul territorio».
Stop al ‘caos’ e criteri univoci
Il provvedimento punta a riorganizzare un settore da anni al centro di accese dispute legali, ricorsi e proteste da parte degli automobilisti per la giungla di dispositivi installati lungo le strade italiane, incluse le grandi arterie umbre.
«Dopo 34 anni – prosegue la nota del Mit – si è dunque messo fine al caos delle multe da rilevamento automatico grazie all’individuazione di criteri univoci per tutti i dispositivi utilizzati». La nuova linea d’azione impone standard di omologazione rigidissimi, che hanno di fatto tolto l’autorizzazione ai tre apparecchi umbri, rimasti spenti in attesa di eventuale adeguamento o rimozione definitiva.
Sicurezza contro ‘furbetti della cassa’
Al momento dal Ministero non sono state diffuse le coordinate esatte o i comuni in cui si trovano i tre autovelox disattivati, ma la ratio della riforma è squisitamente politica e strategica.
Il ministro Matteo Salvini ha voluto ribadire il principio cardine del nuovo decreto, tracciando una linea netta tra la prevenzione degli incidenti e l’uso distorto degli strumenti elettronici: «Se da un lato è fondamentale garantire la sicurezza stradale con misure chiare che devono essere rispettate dagli automobilisti, dall’altra il controllo per la sicurezza non può trasformarsi in un modo poco trasparente per fare cassa alle spalle dei cittadini».
Nei prossimi giorni si capirà se i comuni interessati dallo spegnimento dei tre dispositivi adegueranno la tecnologia ai nuovi standard ministeriali o se la mappa dei radar in Umbria rimarrà definitivamente ferma a quota 63.






