di Giovanni Cardarello
Nei dodici giorni della seconda ondata di calore di giugno, a Perugia i decessi tra gli over 65 sono stati il 40% in più rispetto alla media degli ultimi dieci anni. È quanto emerge dal Sistema di sorveglianza nazionale del Ministero della Salute, che registra 70 decessi contro i 50 attesi nello stesso periodo.
La seconda ondata di calore del 2026, come riporta La Nazione Umbria citando i dati elaborati dal Dipartimento di epidemiologia del Lazio, ha lasciato un segno profondo nel capoluogo umbro, colpendo in particolare la popolazione più anziana. Da anni il sistema di sorveglianza analizza la relazione statistica tra l’andamento delle temperature e la mortalità giornaliera nei principali capoluoghi italiani.
I soggetti più a rischio e il bilancio regionale
Gli esperti sottolineano che il legame tra ondate di calore e mortalità non è automatico né uniforme, ma che temperature elevate e prolungate rappresentano un importante fattore di stress per l’organismo, soprattutto per gli anziani e per le persone affette da patologie croniche cardiorespiratorie, neurologiche o psichiatriche. Analizzando il periodo compreso tra il 25 maggio e il 30 giugno 2026, pari a 35 giorni, l’Umbria ha registrato complessivamente 287 decessi tra la popolazione over 65 nei due capoluoghi. È però dal confronto tra Perugia e Terni che emergono le differenze più significative.
Il confronto tra Perugia e Terni
A Perugia, nello stesso arco temporale, i decessi delle persone over 65 sono stati 163 contro una media storica di 139 registrata tra il 2016 e il 2025. L’eccesso è stato quindi di 24 decessi, pari a un incremento del 17%. Un dato che si colloca tra i più elevati a livello nazionale. Nello stesso periodo del 2025 i decessi erano stati 105. A Terni, invece, l’impatto è stato più contenuto: 124 decessi a fronte di una media storica di 114, con un incremento di 10 casi, pari al 9%.
Il picco di fine giugno
Il dato più significativo per Perugia, scrive ancora La Nazione, emerge dall’analisi dei dodici giorni più caldi del mese, compresi tra il 18 e il 30 giugno, in concomitanza con la seconda e più intensa ondata di calore. In questo ristretto arco temporale i decessi tra gli over 65 sono stati 70 rispetto a una media attesa di 50, con un incremento del 40%, pari a circa due decessi in più al giorno rispetto ai valori storici. Dal monitoraggio emerge inoltre che, a fronte dell’aumento della mortalità registrato in concomitanza con i picchi di temperatura, non si sono verificati incrementi significativi degli accessi ai pronto soccorso umbri, rimasti sostanzialmente nella norma con soltanto lievi aumenti isolati.
Notti tropicali e umidità record
Se il bilancio della prima parte dell’estate è pesante, la situazione meteorologica non concede ancora tregua. Secondo le rilevazioni degli esperti di Perugia Meteo, l’Umbria sta vivendo una fase caratterizzata da condizioni tipiche della cosiddetta ‘notte tropicale’. La mattinata di sabato 18 luglio è stata caratterizzata da un intenso afflusso di aria umida di matrice sahariana che ha portato l’umidità nelle ore notturne e del primo mattino a sfiorare il 100%, mantenendo le temperature minime stabilmente sopra i 20 gradi in molte località, soprattutto nei settori occidentali della regione.
Previsioni: possibile pioggia con sabbia e svolta da martedì
Per le prossime ore è previsto il passaggio di banchi nuvolosi che potrebbero dar luogo a deboli e isolati rovesci con deposito di pulviscolo sahariano. Sebbene le temperature massime possano registrare una lieve flessione, nell’ordine di uno o due gradi, l’elevato tasso di umidità continuerà ad accentuare la sensazione di afa. Attualmente l’Umbria si trova con valori termici di circa 5-6 gradi superiori alle medie stagionali. Le condizioni di caldo intenso dovrebbero protrarsi ancora per circa 72 ore.
Un primo calo delle temperature è atteso già nella giornata di lunedì, ma la svolta più marcata e duratura dovrebbe arrivare da martedì 21 luglio, quando i modelli previsionali indicano il progressivo indebolimento dell’anticiclone africano e un calo termico più strutturato.






