Sarà un caso? Probabilmente sì. Ma fa specie che in un periodo di ‘tensioni’ fra Regione Umbria e Stefano Bandecchi – che è sindaco e presidente della Provincia di Terni – ciascuna delle parti, e nello stesso giorno cioè martedì 29 luglio, esprima altri pareri radicalmente opposti. Questa volta sull’energia nucleare, dando vita ad un altro ‘scontro a distanza’ che dà la misura di come il clima politico, ad oggi, sia di profonda spaccatura.
Nella seconda commissione consiliare regionale, in tema di ‘misure urgenti per la transizione energetica e la tutela del paesaggio umbro’, Bandecchi – nelle vesti di presidente della Provincia di Terni – ha infatti sostenuto con forza l’opzione-nucleare per risolvere i problemi energetici in termini di approvvigionamento e costi, non solo dell’Umbria ma a livello nazionale.
«Non credo che la salvezza dell’umanità possa passare attraverso i pannelli solari – ha detto Bandecchi in commissione -. La Provincia di Terni non vuole né pannelli solari, né eolici, ma una centrale nucleare, perché rappresenta la miglior risposta in fatto di energia pulita e rientra nel green. Per questo chiederò subito un incontro tra Provincia di Terni e Regione insistendo sulla realizzazione a Terni di una centrale nucleare media che potrebbe garantire l’energia necessaria non solo a Terni e all’intera Umbria ma, con gli attuali consumi, anche alla Toscana e al Lazio. Sarebbe una centrale nucleare – ha precisato il presidente della Provincia di Terni – i cui costi potrebbero essere spalmati in più di trenta anni. Questa legge va rivista alla base perché non è idonea. Noi non intendiamo dare l’assenso per pannelli solari o per l’eolico. Vengono previste troppe aree idonee che vanno a cozzare contro le strategie di sviluppo turistiche da dove arriva un fatturato importante. L’Umbria non distrugga se stessa e le sue prerogative commerciali e agricole strategiche. Con i pannelli solari non si va da nessuna parte e questo l’ho detto anche all’intero Governo».
Tempo pochi minuti e arriva la nota con cui l’assessore regionale ad ambiente ed energia, Thomas De Luca, annuncia che l’Umbria – e tutte le altre regioni c’è da dire, sia sul piano tecnico che politico – ha dato parere negativo allo schema di disegno di legge ‘Delega al governo in materia di energia nucleare sostenibile’ nell’ambito della consultazione telematica sulla convocazione della commissione ambiente, energia e sostenibilità (Caes). «È inaccettabile – afferma De Luca – anche solo pensare a una centrale nucleare o un deposito di scorie sul territorio umbro. Il governo addirittura vorrebbe far decidere ai privati dove realizzarle, esautorando completamente ogni comunità. Siamo pronti ad impugnare la legge ricorrendo in via diretta al giudizio di legittimità della Corte Costituzionale. Il Governo può stare sereno: in Umbria la transizione energetica si farà con idroelettrico, fotovoltaico ed eolico».
Tra le prime motivazioni del ‘no’ della Regione Umbria al disegno di legge, «il mancato recepimento di ogni emendamento di Anci e delle altre Regioni, comprese quelle di centrodestra. Il Ddl non prevede l’individuazione di criteri e modalità per il coinvolgimento delle regioni nella scelta dei siti per gli impianti nucleari e per lo smaltimento delle scorie». E ancora: «Il testo non distingue tra fissione e fusione, ignorando le considerevoli differenze in termini di sicurezza e di impatto ambientale e non considera minimamente neanche la tecnologia dei sali fusi di torio. Questo rende ancora più inaccettabile la prospettiva di un impianto a fissione. La Regione Umbria continuerà a promuovere le fonti energetiche alternative, come idroelettrico, fotovoltaico ed eolico».






