Il gip di Terni, Barbara Di Giovannantonio, ha conferito l’incarito alla genetista forense Loredana Buscemi, dell’azienda ospedaliera universitaria delle Marche, per svolgere accertamenti di carattere biologico sui francobolli delle due cartoline recapitate ai figli di Barbara Corvi, la donna di Montecampano di Amelia svanita nel nulla il 27 ottobre del 2009 quando aveva 35 anni, nei giorni seguenti la sua scomparsa. Cartoline a firma di Barbara Corvi ma non scritte da lei, come accertato dalle perizie svolte in passato, spedite da Firenze e nel cui contenuto la donna rappresentava la volontà di stare da sola per un po’ di tempo, rassicurando che sarebbe tornata presto.
L’affidamento dell’incarico è avvenuto con le modalità dell’incidente probatorio nell’ambito del fascicolo aperto dalla Procura di Terni, nelle persone del pm Elena Neri e Marco Stramaglia, che vede nuovamente indagati per omicidio volontario e occultamento di cadavere l’ex marito di Barbara, Roberto Lo Giudice, e il fratello di quest’ultimo, Maurizio. I cui Dna verranno raffrontati con quelli estrapolati dai francobolli e le cui posizioni erano state archiviate nel dicembre del 2024. L’accertamento genetico, su richiesta delle difese dei due indagati, è stato esteso dal gip anche a Carlo Barcherini, l’uomo di Amelia che aveva una relazione extraconiugale con Barbara Corvi: la procura lo ritiene del tutto estraneo, né indagato nè indiziato, ma – come stabilito dal gip di Terni – avrà la facoltà di farsi assistere da un difensore.
La dottoressa Buscemi inizierà le operazioni peritali il prossimo 27 luglio, per poi – salvo proroghe – depositare le risultanze dell’accertamento entro il 29 settembre. In aula, per i contenuti dell’accertamento, ci si tornerà il 7 ottobre. Dopodiché gli atti torneranno alla Procura che deciderà sulla prosecuzione delle indagini. Le difese dei frateli Lo Giudice – gli avvocati Cristiano Conte e Giorgio Colangeli per Roberto, il collega Iacopo Memo per Maurizio – hanno nominato un consulente di parte, il dottor Leonardo Grimaldi, medico legale di Roma. Mercoledì mattina in aula, oltre i legali citati, era presente il solo Maurizio Lo Giudice.






