di Giovanni Cardarello
Il risveglio di Fontivegge, a Perugia, questo martedì 17 marzo è stato segnato dal bagliore dei lampeggianti e dal suono delle sirene. Erano appena scoccate le 7 quando è scattato il maxi-blitz nell’ex palazzo Enel, la struttura che sovrasta l’Autosilo, ormai da tempo al centro delle cronache per lo stato di abbandono.
Un dispiegamento di forze massiccio ha setacciato l’edificio piano per piano con i Vigili del Fuoco impegnati a forzare gli accessi, e gli agenti intenti a disvelare una realtà fatta di alloggi di fortuna e degrado, dove decine di persone hanno trovato rifugio tra uffici polverosi e condizioni igieniche ai limiti della vivibilità.
L’ex sede Enel è da tempo considerata uno dei ‘buchi neri’ dell’area della stazione di Perugia. Più volte, infatti, i residenti e il comitato ‘Progetto Fontivegge’ hanno denunciato, anche tramite la pagina Facebook, il continuo viavai, l’utilizzo dell’immobile come base per attività illecite e di rifugio per persone senza fissa dimora. Le immagini diffuse sui social dai residenti mostrano lo schieramento dei mezzi di soccorso e delle volanti, a testimonianza di un intervento atteso da mesi.

Identificazione e bonifica
Tutte le persone rintracciate all’interno dello stabile, si legge tanto su PerugiaToday quanto su UmbriaJournal, sono state condotte in questura per le procedure di identificazione e per vagliare la loro posizione sul territorio nazionale.
Una volta svuotato l’edificio, l’obiettivo è quello di procedere a una blindatura definitiva degli accessi per evitare nuove intrusioni, in attesa che i progetti di riqualificazione previsti per il comparto di Fontivegge possano finalmente restituire decoro a uno snodo cruciale del capoluogo dell’Umbria. L’operazione di martedì 17 marzo si inserisce nel più ampio piano di ‘alto impatto’ deciso dal comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, volto a restituire legalità a un quartiere che lotta da anni contro l’insicurezza.







