Una petizione lanciata da ‘liberi cittadini’, anticipata dalla lettera inviata da uno studio legale, per conto di un privato, a Regione Umbria, Provincia di Terni e Ambito territoriale di caccia numero 3. Il tema sollevato nella missiva, e quindi nella raccolta di firme, è il rapporto fra la caccia di selezione – parliamo ovviamente di caccia al cinghiale – e il territorio ternano. Perché, tanto nella lettera alle istituzioni quanto nel corpo della petizione, si fa riferimento a situazione che stanno evidentemente a cuore ai promotori dell’iniziativa.
Si va dalla mancata tabellazione (di appostamenti e battute) che non consentirebbe ai residenti di avere piena consapevolezza delle attività venatorie previste e di quelle in corso, fino all’utilizzo di visori notturni a infrarossi che, in via potenziale, rappresentano una criticità per la privacy dei residenti.
Da questo presupposti, partono alcune richieste contenute nella raccolta firme: la tabellazione obbligatoria dove è in corso la caccia di selezione, l’accesso alla app dei selettori aperto anche ai cittadini che vogliano rendersi conto dell’esatto punto di caccia, l’utilizzo di visori e rilevatori di calore limitato alla caccia di contenimento (e quindi alla presenza della guardia preposta). Ed è proprio la privacy un tema che sta molto a cuore ai segnalanti, pronti a dare battaglia.






