di Giovanni Cardarello
«Abbiamo speso 10 milioni di euro il primo anno e 5 finora, sul piano tecnico secondo me abbiamo una squadra che può competere, non un gruppo per salvarsi. Capisco i tifosi, abbiamo solo 2 punti ma serve pazienza». E ancora: «La società sta spendendo 500 mila euro al mese e questo va indicato. Se si prende un ragazzo con un futuro il discorso sotto questo aspetto ha un senso, altrimenti no».
Parole e musica del direttore generale del Perugia Hernan Borras, pronunciate nella conferenza stampa post calciomercato di mercoledì 2 settembre. Parole che, se da un lato certificano quanto gli organi di informazione dicono da mesi sui costi, da un altro lato raccontano, plasticamente, tutte le difficoltà affrontate dal direttore sportivo Mauro Meluso per completare l’organico da mettere a disposizione di mister Vincenzo Cangelosi.
Difficoltà che, però, potevano essere più comtenute se le situazioni (e il budget) non avessero fatto scivolare quattro occasioni. Certo, parlare ex post è l’esercizio più semplice e, del resto, del ‘senno del poi son piene le fosse’. Ma le situazioni che andiamo a raccontare sono arrivate alla nostra redazione da fonti qualificate e, in alcuni casi, dirette. E fanno pensare a cosa poteva essere e non è stato. Vediamole insieme.
Partiamo dalla fine, ovvero dal trasferimento svanito all’ultimo tuffo, quello relativo alla cessione di Bartolomei (fuori dai piani di Cangelosi e con ingaggio importante) al Livorno. Il motivo? La trattativa si è prolungata oltre il dovuto. La base tecnica dell’affare era chiara: Bartolomei era pronto ad accettare l’offerta del Livorno di Formisano (il suo ex allenatore al Grifo) pur di giocare con costanza e di avvicinarsi alla famiglia a Lucca. E il Perugia, per accontentarlo, lo avrebbe svincolato. L’offerta del Livorno, però, era del 50% dell’ingaggio attuale del regista. Era necessario quindi contrattare una buonuscita per alleviare le perdite. In realtà ballavano poco meno di 20 mila euro tra domanda e offerta, ma alla fine l’accordo si era trovato. Solo che erano le 19.45 del 1° settembre e non è stato possibile completare i documenti per il trasferimento.
Salendo per i rami passiamo al penultimo giorno di calciomercato e all’assalto ad Emanuele Schimmenti del Potenza, classe 2002 con valore di mercato di circa 300 mila euro, trequartista e all’occorrenza ala sia destra che sinistra. L’uomo in grado di innestare fantasia nella manovra e, al tempo stesso, garantire cambio di passo e superiorità numerica grazie al dribbling. L’acquisto di Schimmenti andava finanziato con la cessione di Bacchin alla Virtus Entella. Un’operazione che avrebbe messo a disposizione gran parte del budget complessivo. C’era da fare uno sforzo che però non si è realizzato. Le operazioni di mercato in casa Grifo, infatti, dovevano essere tutte a ‘saldo zero’. L’Entella peraltro aveva dato l’ok definitivo a Bacchin ma quando i dirigenti del Grifo avrebbero chiesto di alzare l’asticella per coprire la cifra mancante ad arrivare ai 300 mila euro da offrire al Potenza, il club ligure si è tirato indietro.
La terza occasione persa del Perugia è un po’ più indietro nel tempo e risale al ritorno della rosa dal ritiro di Ezeiza in Argentina. In quei giorni l’Avellino, ambizioso club di serie B, avrebbe recapitato al Perugia un’offerta ufficiale da 400 mila euro per Giunti, classe 2005 e valore nominale di mercato di 500 mila euro. Offerta respinta al mittente con la risposta che occorreva salire almeno a 1 milione di euro. L’Avellino non si è fatto più sentire, il ragazzo ha perso un treno per la cadetteria e il Grifo l’occasione di reinvestire nei ruoli scoperti.
Ed arriviamo al quarto ‘caso’ finale. Nei mesi scorsi ha bussato alla porta del Perugia Stefano Okaka, classe 1989, svincolato, anzi fermo dall’agosto 2023 quando gli era scaduto il contratto che lo legava al Basaksehir, squadra della Super Lig di Turchia. Okaka, umbro di Castiglione del Lago, sarebbe stato felice di aggregarsi alla rosa, fare il ritiro per essere valutato e, in caso di buon esito, accordarsi per un anno a cifre relativamente basse. La dirigenza del Perugia non ha dato seguito alla richiesta e Okaka ha fatto lo stesso percorso con il neopromosso, e candidato alla promozione in serie B, Ravenna. Un vero peccato considerando che alla fine il Grifo ha preso in prestito secco Ogunseye di cui dovrà comunque pagare 60 mila dei 150 mila euro del contratto che lega l’attaccante al Cesena fino al 30 giugno 2026. Quattro storie, quattro situazioni che potevano andare diversamente per costruire un Perugia diverso, forse migliore – non si potà mai dire con certezza – di quello che, sulla carta, ha tutte la possibilità di giocare un ruolo di medio-alta classifica nel girone B della serie C 2025/2026.






