di Giovanni Cardarello
Domenica 17 agosto si apriranno, per la prima volta in veste ufficiale nella stagione 2025/2026, i cancelli dello stadio ‘Renato Curi’ per accogliere tifosi, appassionati e protagonisti del primo turno della Coppa Italia di serie C. Turno che vedrà il Grifo impegnato nella sfida con il Pontedera. Cinque giorni dopo, il 22 agosto in notturna alle ore 21.15, a calcare il prato di Pian di Massiano ci saranno sempre i biancorossi di mister Vincenzo Cangelosi che bagneranno l’esordio assoluto in terza serie del ‘muscoloso’ Guidonia Montecelio della catena commerciale Maury’s e di Ciro Ginestra. Due impegni in grado di saggiare lo stato dell’arte dei lavori di costruzione del Perugia edizione 2025/2026.
Perugia che, tornato dall’Argentina con annesso fuori programma del malore al pilota dell’aereo che portava a casa i biancorossi, dopo tre giorni di riposo, da lunedì 4 agosto sarà di nuovo al lavoro. In programma ancora tante doppie sedute decisive per un torneo logorante come la serie C e due amichevoli, quelle a Ponte San Giovanni contro la Pontevecchio, martedì 5 agosto alle ore 18, e quella di sabato 9 agosto a Spello, alle 18 contro il Cannara neopromosso in serie D.
Mentre i calciatori faticano e sudano agli ordini di mister Cangelosi, in parallelo, il direttore sportivo Mauro Meluso prova a regalare al tecnico di Palermo le pedine mancanti a completare la rosa. Ma il dubbio che serpeggia tra i tifosi, che di certo non hanno preso d’assalto il botteghino per il rinnovo dell’abbonamento, è in ordine a cosa sia davvero in grado di fare il Perugia sul mercato. Ad oggi sono arrivati, a parametro zero, Tumbarello – mediano svincolato dalla Lucchese – e Calapai – terzino destro liberato dalla mancata iscrizione della Spal. Due colpi utili e intelligenti che colmano altrettanti vuoti.
C’erano nel mirino anche Saio, Corsinelli e La Mantia. Ma il primo si è accasato al Benevento, il secondo al Ravenna e il terzo ancora sfoglia la margherita per decidere se accettare o meno l’offerta: ad oggi è più ‘no’ che ‘sì’. Si monitorano inoltre le situazioni legate ai calciatori presenti nelle rose dei club in difficoltà, dal Foggia al Rimini passando per la Ternana, ma il tema vero è che il Perugia non può (o forse non vuole) acquistare cartellini, ma solo mettere in rosa atleti svincolati (e ce ne sono tanti e di livello) o calciatori che costano meno di chi viene può essere venduto (Bacchin e Giunti su tutti).
Una situazione che, per assurdo, potrebbe far pensare che, per come è il girone B della serie C 2025/2026, il Perugia potrebbe andare bene già così come è oggi. Facendo il gioco delle figurine, infatti, il Grifo è in grado di mettere in scena almeno due moduli e con la stessa resa. Il classico 4-3-3 zemaniano e un 3-4-2-1 più offensivo. Nel primo caso giocherebbero Gemello in porta, Calapai, Lewis, Angella e Giraudo in difesa, Tumbarello, Torrasi o Giunti e Joselito in mediana e Kanoute, Montevago e Bacchin o Matos in avanti. Nel secondo caso, il recupero pieno di Dell’Orco e la duttilità di Giraudo e Bacchin, consentono scelte alternative. L’unico vero ‘buco’ in rosa è l’assenza di un’alternativa a Montevago. Ma negli ultimi giorni di mercato un nome affidabile a parametro zero (lo stesso La Mantia) è ampiamente alla portata.
Per non tacere del fatto che, ad oggi, in rosa ci sono ricambi affidabili come Riccardi, Yabrè, Torrasi e Broh oltre a Lisi e Bartolomei che, nel caso non dovessero trovare un acquirente, sarebbero comunque utili alla causa. E da qui la provocazione. E se il Perugia restasse così? Sarebbe davvero inferiore ad Arezzo, Ascoli, Campobasso, Livorno e Torres? Ai posteri l’ardua sentenza, al lavoro di Meluso il compito di confermare o smentire il ragionamento.






