C’è l’approvazione della giunta regionale per il riparto delle risorse derivanti dai canoni di concessione per le grandi derivazioni idroelettriche per il 2026. Si parla di 3 milioni e 697 mila euro in generale. Novità a partire dal 2027.
I fondi sono destinati a tredici Comuni umbri (Alviano, Arrone, Baschi, Cerreto di Spoleto, Ferentillo, Narni, Norcia, Orvieto, Preci, Sant’Anatolia di Narco, Scheggino, Terni e Vallo di Nera) per promuovere sviluppo, valorizzazione e riqualificazione dei territori che ospitano i grandi impianti. Le risorse – viene spiegato – sono state suddivise in quattro ambiti: 1,85 milioni di euro per politiche giovanili e sport; 647 mila euro per lo sviluppo del turismo; 600 mila euro per l’assetto del territorio e l’urbanistica; e ulteriori 600 mila euro per la viabilità e le infrastrutture stradali. I comuni beneficiari individuati sono. Peso maggiore per Terni in virtù della demografia.
Questo l’elenco dei comuni beneficiari con le relative risorse totali assegnate:
* Terni: 2.481.134,09 euro
* Orvieto: 444.807,34 euro
* Narni: 411.514,50 euro
* Norcia: 102.703,52 euro
* Baschi: 59.394,81 euro
* Arrone: 58.460,92 euro
* Ferentillo: 41.254,19 euro
* Alviano: 30.771,37 euro
* Cerreto di Spoleto: 22.436,48 euro
* Preci: 15.829,27 euro
* Sant’Anatolia di Narco: 11.440,04 euro
* Scheggino: 9.852,44 euro
* Vallo di Nera: 7.401,03 euro
«Con questo atto – le parole dell’assessore Thomas De Luca – garantiamo una reale ed equa restituzione di risorse a quei territori che da decenni contribuiscono in modo decisivo alla produzione energetica regionale. Non si tratta di una semplice ripartizione tecnica, ma di una scelta politica precisa: trasformare il canone idroelettrico in un volano di sviluppo sostenibile, potenziando lo sport, il turismo e le infrastrutture locali. È un atto di giustizia territoriale che permette ai sindaci di programmare interventi strutturali attesi da tempo, migliorando la qualità della vita dei cittadini umbri. Dal prossimo anno il metodo di ripartizione dei fondi sarà diverso e consentirà maggiore flessibilità a beneficio dei Comuni nel loro utilizzo».
Ora gli enti dovranno presentare i progetti entro il 31 agosto 2026. «La valutazione di ammissibilità sarà curata dalle direzioni competenti, tra cui il servizio coordinamento Pnrr e il Servizio Infrastrutture per la mobilità».






