di G.R.
Combattere il caro vita. Questo uno degli obiettivi del decreto Aiuti Ter che va a soccorso dei pensionati ma anche dei lavoratori dipendenti e autonomi. Il quotidiano Il Corriere dell’Umbria approfondisce la questione.
Pensionati
300 mila pensionati hanno trovato nella busta paga l’indennità una tantum di 150 euro. Il reddito assoggettabile a Irpef per l’anno 2021 non deve essere superiore ai 20 mila euro. Spiegano il coordinatore regionale Inca Cgil Roberto Panico e il presidente Ires Cgil Umbria Fabrizio Fratini: «Il bonus viene erogato dall’ufficio Inps ma se ci dovesse essere un intoppo tecnico, basta fare una ricostituzione reddituale attraverso un qualsiasi patronato».
Lavoratori
Privati o pubblici, per usufruire del bonus i lavoratori dipendenti dovranno avere una retribuzione imponibile previdenziale fino a 1.538 euro. Fratini e Panico commentano: «Da una prima simulazione, la platea si riduce a meno di 50 mila dipendenti». Basterà inoltrare al datore di lavoro la dichiarazione di non essere titolari di altre prestazioni di indennità e la misura viene erogata direttamente nella busta paga di novembre. Si parla di cococo, colf e badanti. Gli autonomi attendono ancora invece di ricevere i bonus di 200 euro.
Le problematica
«Il sostegno è a persona e non a nucleo familiare – precisano Panico e Fratini – quindi in una famiglia dove lavorano in quattro, percepiranno quattro bonus a differenza del singolo dove lavora solo uno. In più si tratta di misure una tantum mentre servirebbero interventi strutturali in grado di aiutare veramente chi è in difficoltà. In alcuni paesi europei per esempio il governo sospende il surplus economico scattato alle famiglie e per uscire dall’emergenza, concorda interventi con le parti sociali».






