Ulteriore novità in seguito al ‘caso Fontivegge’ a Perugia. Per il protagonista della vicenda, un 29enne del Gambia, c’è il provvedimento di espulsione dal territorio italiano.
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Il giovane era stato arrestato nei giorni scorsi alla stazione di Fontivegge con l’accusa di tentato sequestro di persona ai danni di una bimba di meno di 5 anni. Poi la rimessa in libertà e, ora, un nuovo sviluppo della vicenda come spiega la questura di Perugia.
«L’uomo, nella giornata di sabato, era stato accompagnato in questura – viene ricordato – e messo a disposizione del personale dell’ufficio immigrazione che, attesa la posizione di irregolarità dello stesso sul territorio nazionale, nonché la pericolosità sociale, aveva avviato la procedura per l’espulsione coattiva – con scorta internazionale di polizia – al fine di assicurare il rimpatrio dello stesso in Gambia».
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«Il cittadino straniero era già stato attenzionato dal personale dell’ufficio Immigrazione della questura, in quanto, oltre ad essere privo del permesso di soggiorno, si era reso protagonista di altri gravi episodi posti in essere nel capoluogo, anche avverso appartenenti delle forze dell’ordine», viene sottolineato. Il giudice di pace ha convalidato l’accompagnamento coattivo in frontiera, dopodiché è stato condotto all’aeroporto di Roma Fiumicino.
A commentare l’evoluzione della storia è il sottosegretario all’Interno Emanuele Prisco: «Il rimpatrio di questo soggetto rappresenta una risposta concreta dello Stato di fronte a un episodio gravissimo che aveva profondamente colpito l’intera comunità perugina, nonostante il tempestivo ed efficace intervento delle forze dell’ordine. Soggetti che si rendono protagonisti di fatti così gravi sono incompatibili con la nostra comunità e, quando la legge lo consente, è giusto che vengano allontanati immediatamente dal territorio nazionale. Rinnovo il mio ringraziamento agli agenti della polizia di Stato».
Anche il sindaco di Perugia, Vittoria Ferdinandi, ha espresso il proprio pensiero in merito: «In questi giorni sono stata in contatto con la mamma per farle sentire la vicinanza mia e dell’intera comunità perugina in un momento di profondo turbamento e grande sofferenza. Oggi desidero ringraziare le forze dell’ordine e le autorità competenti, con le quali ho mantenuto un dialogo continuo per seguire l’evolversi di questa vicenda e garantire la massima collaborazione istituzionale. La tutela dei bambini e delle persone più fragili costituisce una priorità assoluta e questa risposta dimostra quanto sia fondamentale il lavoro coordinato dello Stato sul territorio».






