Dodici anni appena compiuti, una stagione già ricca di successi e ora anche la maglia tricolore. È l’impresa firmata da Massimo Peretti, originario di Giove (Terni) e atleta del GS Avis Bike Amelia, che a Castello Roganzuolo di San Fior (Treviso) ha conquistato il titolo di campione italiano di ciclocross giovanile nella categoria Esordienti primo anno.

Una vittoria tutt’altro che scontata, maturata al termine di una gara combattuta e resa ancora più impegnativa dalle rigide condizioni climatiche, con temperature sotto lo zero. Al via erano in 99, su un tracciato tecnico e selettivo che ha messo alla prova tutti i giovani atleti. Massimo Peretti ha saputo gestire ogni fase della corsa con grande maturità, emergendo nel finale e andando a prendersi un successo di assoluto prestigio.
Alle sue spalle hanno completato il podio Nicolò Causero (B Team Cyclocross Project), secondo, e Pablo Zanolini (GS Alto Adige SudtirolPost), terzo. Una prova di carattere che conferma quanto di buono il giovane umbro aveva già mostrato nel corso del 2025, stagione nella quale aveva collezionato diverse vittorie e piazzamenti nelle gare nazionali.
Per Peretti si tratta inoltre della prima esperienza in un contesto di così alto livello, affrontata con la serenità di chi ha alle spalle un lavoro quotidiano serio e condiviso. Il giovane atleta si allena abitualmente al bike park di Giove, seguito dall’allenatore Leonardo Chieruzzi, con il prezioso supporto del padre Daniele Peretti, grande appassionato di ciclismo. Grande la soddisfazione in casa GS Avis Bike Amelia, che festeggia un risultato storico per la società e per tutto il territorio. «È una gioia enorme per tutti noi – fanno sapere dal club – Massimo ha lavorato con impegno e passione e questo risultato ripaga i sacrifici suoi e di chi lo accompagna ogni giorno».
Emozionato anche il neo campione italiano, che al termine della gara ha faticato a realizzare quanto appena conquistato: «Non ci credo ancora. Il tracciato era bellissimo, tecnico e faticoso. Il ghiaccio non mi ha spaventato perché era già sciolto». Parole semplici, come la sua età, ma che raccontano una giornata destinata a restare a lungo nella memoria dello sport umbro.






