«Prima l’annuncio in grande stile. Poi la realtà che presenta il conto. È quanto sta accadendo anche con i servizi cimiteriali del Comune di Terni». Secondo il Movimento 5 stelle di Terni, «dopo le strade, ora tocca ai cimiteri: l’amministrazione guidata dal sindaco Stefano Bandecchi ha affidato il servizio alla partecipata Terni Reti, promettendo maggiore efficienza e costi più bassi per i cittadini. Ma al momento dell’avvio del nuovo sistema emergono le prime criticità».
Nel giorno in cui il servizio avrebbe dovuto partire regolarmente, sottolinenano, «si scopre che manca il personale necessario per effettuare le tumulazioni. Una situazione che ha costretto il Comune a rivolgersi nuovamente a ditte esterne per evitare il blocco delle attività, nonostante solo il 24 dicembre l’assessore Cardinali avesse assicurato che dal 2 gennaio il servizio sarebbe stato operativo senza problemi».
Per i pentastellati «la narrazione del risparmio viene smentita dai numeri. Il servizio affidato a Terni Reti costerà infatti circa 466 mila euro l’anno, a fronte di una spesa precedente stimata attorno ai 300 mila euro annui. Oltre 100 mila euro in più ogni anno, ai quali andranno sommati gli eventuali costi per gli affidamenti esterni ‘tampone’. Una situazione che porta i cittadini a pagare più volte per lo stesso servizio: il canone alla partecipata, le ditte private chiamate in emergenza e gli stipendi dei dipendenti comunali ancora presenti negli uffici».
A questo si aggiunge il tema occupazionale. «Per circa vent’anni i servizi cimiteriali del Comune di Terni sono stati gestiti da cooperative sociali. Nel tempo i soggetti societari sono cambiati, ma il personale è sempre stato riassorbito o comunque coinvolto nella prosecuzione del servizio». Con l’affidamento a Terni Reti, denunciano dal M5s, «questo meccanismo si interrompe: i lavoratori delle cooperative, personale qualificato e in possesso delle necessarie autorizzazioni, rischiano di perdere il posto di lavoro perché la società pubblica non può assorbirli a tempo indeterminato. Questo non è rafforzare il servizio pubblico ma precarizzare il lavoro».
Per il Movimento 5 stelle si tratta «di un copione già visto. Lo stesso schema si è ripetuto con il progetto ‘Cantiere Comune’: grandi annunci sull’internalizzazione e poi, nei fatti, lavori e manutenzioni continuano a essere affidati a imprese private. Il risultato è che il Comune si trova a sostenere sia i costi della struttura interna sia quelli degli appalti esterni, con un evidente aggravio per le casse pubbliche. Anche sulle strade, infatti, gli asfalti continuano a essere realizzati da ditte private dotate di competenze e organizzazione che il Comune non può costruire in tempi brevi».
In questo contesto viene citato come emblematico anche il caso della ditta Piconi: «Il Comune – conclude il gruppo territoriale del Movimento 5 stelle – acquista mezzi per lavorare in proprio e poi affida lavori alle stesse aziende che quei mezzi li hanno forniti. Un paradosso che racconta una gestione fatta per annunci e non per programmazione. Quando l’internalizzazione non è preparata, diventa improvvisazione pagata dai cittadini. Il risultato è un modello che costa di più, funziona peggio e crea incertezza per i lavoratori».
A replicare è il consigliere comunale di AP e presidente della III commissione consiliare Claudio Batini: «L’amministrazione Bandecchi ha rotto il sistema. Affidare i servizi cimiteriali alla partecipata al 100% del Comune significa una cosa sola: fine degli affari per i soliti noti e fine degli sprechi. Il vantaggio per i cittadini è concreto:
Gestire il servizio ‘in casa’ significa eliminare il profitto dei privati. Ogni euro risparmiato resta nelle casse del Comune per essere reinvestito direttamente nel decoro, nella pulizia e nella manutenzione dei cimiteri. Più controllo, meno burocrazia e nessun regalo alle cooperative. La sinistra ha alimentato questa mangiatoia per 30 anni. Il M5S, oggi, si riscopre suo alleato pur di difendere il vecchio sistema. La destra, dal canto suo, ha governato cinque anni senza cambiare nulla, rimanendo oggi in un silenzio che parla da solo. Noi preferiamo i fatti. Abbiamo scelto – conclude – la gestione pubblica perché è l’unica che garantisce trasparenza e benefici reali ai ternani».






