La Regione Umbria punta a rafforzare il piano di contenimento dei cinghiali fissando un obiettivo ambizioso: abbattere 32.500 capi entro aprile 2027. Il target è stato assegnato dal commissario straordinario nazionale per l’emergenza fauna selvatica e rientra nelle misure legate anche alla prevenzione della peste suina africana. La giunta regionale ha approvato un pacchetto di interventi straordinari, proposto dall’assessore all’agricoltura Simona Meloni, con l’intento di rendere più efficace e ordinata la gestione del prelievo venatorio sul territorio.
Secondo quanto spiegato dalla Regione Umbria, il nuovo piano nasce dall’esigenza di migliorare il coordinamento tra tempi, modalità operative e distribuzione degli spazi destinati alla caccia al cinghiale. Al centro della strategia c’è anche una revisione dell’organizzazione territoriale delle squadre venatorie. Dall’analisi delle ultime stagioni di caccia, infatti, sarebbe emerso che alcune aree assegnate non vengono utilizzate con continuità. Per questo motivo palazzo Donini ha deciso di intervenire con una rimodulazione delle superfici, favorendo una maggiore integrazione tra caccia collettiva, caccia singola e girata.
Le squadre che nella stagione 2025/2026 disponevano di oltre 1.500 ettari complessivi, oppure di più di mille ettari boschivi, subiranno una riduzione di almeno il 10% delle aree assegnate. Saranno ora gli Ambiti territoriali di caccia (Atc) a elaborare le nuove proposte di redistribuzione degli spazi. Per la prossima stagione venatoria resteranno validi gli stessi settori già assegnati, ma non saranno autorizzate nuove squadre. La Regione punta così a mantenere stabile il quadro organizzativo durante la fase iniziale della riforma, monitorando con maggiore precisione i risultati ottenuti sul campo.
Le nuove disposizioni introducono inoltre un principio di valutazione basato sull’efficacia delle attività di contenimento. Le squadre che non raggiungeranno gli obiettivi annuali stabiliti dagli Atc potranno infatti subire ulteriori riduzioni delle superfici a partire dalla stagione 2027/2028. «L’efficacia del sistema dovrà essere misurata sui risultati», afferma l’assessore Simona Meloni, sottolineando la necessità di responsabilizzare tutti i soggetti coinvolti nella gestione del fenomeno. La Regione precisa infine che le modifiche riguardano esclusivamente il contenimento del cinghiale e non avranno effetti sulle altre forme di caccia previste dai calendari venatori regionali.






