di S.F.
Cambia il disciplinare per la filiera delle carni di ungulati prelevati in regime di controllo in Umbria. O meglio, viene integrato con una modifica per facilitarne il funzionamento dell’iter.
Senza entrare troppo in tecnicismi, la Regione – l’assessorato proponente è quello di Simona Meloni – spiega che si ritene necessario modificare il disciplinare «stabilendo che l’operatore acquisisca la proprietà del capo abbattuto acquistando preventivamente, presso l’Ambito territoriale di caccia (Atc) competente per territorio e secondo le modalità operative definite dallo stesso Atc, delle fascette inamovibili che poi provvederà ad apporre alla carcassa dell’animale abbattuto». C’è una conseguenza.
Gli introiti derivanti dalla vendita delle fascette saranno utilizzati dagli Atc «per l’indennizzo dei danni alle
produzioni agricole e per l’attività di prevenzione. L’operatore di controllo, autorizzato dalla Regione Umbria, conferisce il capo abbattuto, munito di fascetta inamovibile, presso un Centro di sosta temporaneo (Cds), un Centro di raccolta (Cdr) o direttamente presso un Centro di lavorazione selvaggina (Cls)». Firmano anche il responsabile del procedimento Michele Croce, il dirigente Francesco Grohmann e il direttore Adriano Bei.






