Truffa aggravata in concorso. Questa l’accusa nei confronti di sette persone, denunciate dalla polizia di Stato di Perugia in seguito alla compravendita di una Ferrari da 165 mila euro.

Tutto si è sviluppato dallo scorso 27 maggio, quando l’acquirente – una 27enne con precedente di polizia per truffa – ha comprato il veicolo concordando due assegni dal valore di 90 mila e 75 mila euro. «Dopo aver contattato un referente della banca di emissione — in realtà complice dell’ acquirente — e aver ottenuto assicurazioni in merito all’autenticità degli assegni e circa la copertura finanziaria dei titoli di credito, il venditore si era convinto della bontà della trattativa consegnando il veicolo di lusso», spiega in una nota il procuratore della Repubblica di Perugia Raffaele Cantone.
Il venditore tuttavia, dopo pochi giorni, è stato informato che si trattava di assegni falsi e che la banca non esisteva. «A quel punto ha deciso di sporgere denuncia alla polizia di Stato. Gli articolati accertamenti effettuati della Squadra Mobile, consistiti nella visione delle immagini riprese dai sistemi di videosorveglianza, nell’ acquisizione della documentazione di vendita del veicolo e nell’analisi dei tabulati telefonici delle utenze utilizzate nel corso della truffa, hanno consentito agli investigatori di ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto e risalire ai presunti autori». Tutti con un preciso ruolo.
Il Gip di Perugia ha poi emesso un decreto di sequestro preventivo dell’auto. Il veicolo è stato ritrovato grazie alla polizia romena a Buziaș. Era nelle mani di un cittadino 44enne del luogo, già gravati da precedenti per truffa. Aveva già concluso un contratto di vendita con la 27enne per registrare l’auto in Romania. «Alla luce degli elementi indiziari emersi nel corso delle indagini, i poliziotti della Mobile di Perugia, coadiuvati dal personale delle Mobili delle questure di Bergamo, Monza Brianza, Lecco e Pordenone, hanno quindi provveduto a dare esecuzione ad un decreto di perquisizione locale, personale ed informatica, emesso dalla Procura della Repubblica di Perugia nei confronti dei Bsette indagati. Attività che ha dato esito positivo», sottolinea Cantone. Trovati telefoni e schede Sim utilizzati per la truffa. La Ferrari sarà riconsegnata al proprietario.






