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Home » Comune Terni, bilancio 2025: «In equilibrio sulla carta. Grande riduzione della capacità di gestione ordinaria»

Comune Terni, bilancio 2025: «In equilibrio sulla carta. Grande riduzione della capacità di gestione ordinaria»

Ad esporsi sul tema è il capogruppo FdI Pastura: «Alcune scelte dell’attuale amministrazione rischiano di non aiutare percorso di consolidamento»

di Simone Francioli
23 Marzo 2026
in Politica
Tempo di lettura: 3 minuti di lettura
Il confronto

Il confronto

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di Roberto Pastura
Capogruppo FdI in consiglio a Terni

Bilancio del Comune di Terni: conti in equilibrio sulla carta, ma tra il peso del passato e le scelte del presente il futuro resta fragile.

Comune Terni, rendiconto 2025 positivo. Conto economico da 31 milioni, saldo residui in negativo

Il rendiconto 2025 del Comune di Terni certifica formalmente un risultato di amministrazione positivo. Un dato che, letto superficialmente, potrebbe far pensare che le difficoltà siano definitivamente superate. Ma la realtà è ben più complessa e merita di essere spiegata con chiarezza ai cittadini perché fare opposizione significa analizzare, criticare se necessario ma soprattutto costruire una alternativa credibile.

Terni è uscita dal dissesto solo nel 2024, ma le conseguenze di quella stagione continuano a pesare in modo significativo. Parliamo di una massa debitoria superiore ai 50 milioni di euro, tra debiti certi e contenziosi, che ancora oggi vincola una parte rilevante delle risorse comunali. Questo significa che il Comune è costretto a destinare fondi presenti e futuri per chiudere il passato limitando inevitabilmente la capacità di investire sul futuro.

LA RELAZIONE AL RENDICONTO DI BILANCIO 2025, TUTTE LE CIFRE
LA RELAZIONE SULLA GESTIONE AL CONTO ECONOMICO E ALLO STATO PATRIMONIALE

È giusto dirlo senza ambiguità, questa è un’eredità pesantissima e frutto di scelte politiche e amministrative che hanno portato al dissesto. Una responsabilità che appartiene solo alle amministrazioni di sinistra che hanno governato negli anni precedenti e che non può essere dimenticata. I ternani continueranno a pagare per anni il prezzo di quegli errori.

Comune Terni, post dissesto: definite posizioni per 30,4 milioni. Residui attivi per 15 milioni

Allo stesso tempo, però, non si può non rilevare come alcune scelte dell’attuale amministrazione rischino di non aiutare questo percorso di consolidamento. Il bilancio evidenzia una riduzione significativa della capacità di gestione ordinaria visto che il Comune ha meno margine rispetto al passato per sostenere le proprie attività e programmare interventi strutturali.

In questo quadro, appare discutibile l’incremento di alcune spese che non sembrano aver prodotto un ritorno concreto per la città. Gli eventi organizzati nel periodo natalizio e per San Valentino, ad esempio, non risultano aver generato un reale sviluppo economico o nuova ricchezza diffusa sul territorio. Analoga riflessione riguarda il progetto ‘Cantiere Comune’, nato con l’obiettivo di internalizzare lavori e ridurre i costi, ma che nella pratica continua a vedere un ampio ricorso a ditte esterne. Una situazione che rischia di indebolire la finalità originaria del progetto e di tradursi in un aumento della spesa, anziché in un’effettiva ottimizzazione delle risorse.

A ciò si aggiunge una mancanza di coraggio su scelte che avrebbero potuto avere un impatto sociale ed economico concreto. Penso, ad esempio, alla possibilità di attivare strumenti di definizione agevolata dei crediti comunali, una vera e propria ‘rottamazione’ definibile con un regolamento comunale che avrebbe consentito a tanti cittadini, imprese e realtà associative in difficoltà di rientrare gradualmente nei propri debiti migliorando al contempo la capacità di riscossione dell’Ente.

Allo stesso modo, si avverte una certa tiepidezza rispetto alle politiche di sviluppo legate alla ZES. In un contesto in cui servirebbe una visione forte e una capacità programmatoria incisiva per attrarre investimenti e generare nuova occupazione, l’azione amministrativa appare ancora poco strutturata e priva di quella spinta strategica necessaria.

Oggi più che mai serve una gestione rigorosa, capace di distinguere tra spesa utile e spesa improduttiva e allo stesso tempo una visione chiara sul futuro. Perché se è vero che il passato pesa ancora come un macigno, è altrettanto vero che le scelte del presente determineranno la velocità e la modalità con cui Terni riuscirà davvero a lasciarselo alle spalle.

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