di S.F.
Si ‘ribalta’ la situazione del risultato di amministrazione 2025 del Comune di Terni rispetto ai dati precedenti che, rispettivamente, indicavano un disavanzo in prima battuta di 6 milioni e poi di 4,7 milioni. Grazie ad una manovra di accantonamenti riguardanti l’ormai celeberrimo Fal (fondo anticipazione di liquidità), c’è la chiusura definitiva del conto di bilancio con una parte disponibile positiva da 1,7 milioni di euro (schema sotto).
LA RELAZIONE AL RENDICONTO DI BILANCIO 2025, TUTTE LE CIFRE
LA RELAZIONE SULLA GESTIONE AL CONTO ECONOMICO E ALLO STATO PATRIMONIALE

In sostanza il residuo Fal da pagare – rispetto a quanto era noto fino ad un mese fa – è stato incluso altrove nel risultato di amministrazione e oltretutto il rimborso della quota capitale della rata dell’anticipazione di liquidità per il bilancio 2026-2028 è finanziato con i proventi delle entrate tributarie del Comune. «L’accantonamento (utilizzo fondo anticipazione liquidità per 917.001 euro) evidenziato nel risultato presunto di amministrazione non è stato iscritto; si procederà, dopo l’approvazione del rendiconto 2025, ad applicare al bilancio 2026-2028 la quota accantonata nell’ambito di una successiva variazione», viene specificato in merito. Dunque il quadro è cambiato.
LA SECONDA STIMA DI CONSUNTIVO 2025: – 4,7 MILIONI
LA PRIMA STIMA DI CONSUNTIVO 2025: -6,3 MILIONI DI DISAVANZO TECNICO

Per il resto si parla di conto economico 2025 con risultato positivo di esercizio di 31 milioni di euro ed un patrimonio netto con consistenza da 359 milioni di euro (in aumento di 40 milioni). Nel dettaglio c’è un dato curioso legato al risultato di gestione ordinaria: il saldo passa dai 36,7 milioni del 2024 ai 16,5 milioni del 2025. Dunque un decremento di 20 milioni: «Dovuto principalmente ad una diminuzione dei componenti positivi della gestione (crollati dai 171 milioni del 2024 a quota 108 nel 2025, ndr); mentre i componenti negativi non hanno subito un decremento della stessa misura», viene specificato. Ciò dovuto anche dal riversamento dall’Osl e dagli incassi Pnrr.
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Passando allo stato patrimoniale, i crediti sono passati dai 56,4 milioni al dicembre 2024 agli attuali 52,4 milioni; i debiti da 178 milioni a 170 milioni di euro (la maggior parte sono da finanziamento). Da palazzo Pierfelici ricordano come sia fondamentale «sottolineare che le pubbliche amministrazioni non perseguono l’obiettivo di un risultato economico positivo ma l’equilibrio tra componenti positive e negative nel medio periodo. Il risultato economico è un indicatore della capacità di mantenere nel tempo un equilibrio tra componenti economiche positive e negative nel perseguimento delle proprie finalità istituzionali, e non della capacità di produrre ricchezza attraverso la propria gestione». In sostanza al momento risulta un bilancio in equilibrio e solido.
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Tra le altre voci del risultato di amministrazione 2025 ci sono il fondo crediti di dubbia esigibilità (37,2 milioni di euro per un incremento del 20% circa), il già citato fondo anticipazioni liquidità (24,6 milioni) e il fondo contenzioso da oltre 7 milioni di euro. Per il saldo gestione residui si chiude con un deficit di poco superiore ai 10 milioni di euro. Ciò perché quelli attivi riaccertati sono pari a 2,8 milioni, ma ce ne sono in negativo per 14,6 milioni di euro. Ad occuparsi della questione è in primis il responsabile del procedimento Andrea Giuseppe Stentella, funzionario con elevata qualificazione al servizio programmazione e bilancio. A coadiuvarlo i colleghi Nadia Navarra, Massimiliano Difilippi e Sandro Mariani per le rispettive competenze.






