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Home » Covid, Boccardo ‘bacchetta’ il Governo e invita ad aiutare

Covid, Boccardo ‘bacchetta’ il Governo e invita ad aiutare

di Simone Francioli
21 Dicembre 2020
in Ambiente e salute, Coronavirus, Dal territorio, In evidenza, Politica
Tempo di lettura: 3 minuti di lettura
Monsignor Renato Boccardo

Monsignor Renato Boccardo

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 Messaggio chiaro diretto a chi deve indicare la via. Magari in modo meno confusionario possibile. A lanciarlo è stato l’arcivescovo di Spoleto-Norcia, monsignor Renato Boccardo, in occasione della messa nella chiesa parrocchiale di S. Venanzo per volontari e benefattori della Caritas diocesana: «Noi cristiani non possiamo solo osservare e commentare i litigi vergognosi del Governo e dell’intera classe politica in tema di Covid-19. Siamo chiamati a dare il nostro contributo, con cuore generoso e attento, soprattutto agli anziani, alle persone sole, ai familiari dei ricoverati negli ospedali».

SPECIALE COVID – UMBRIAON

La Caritas e l’aiuto

Nel corso della messa Boccardo si è rivolto alle persone che svolgono servizio in Caritas: «In questo tempo di pandemia sanitaria la nostra attenzione, accanto alle esigenze materiali delle persone, per le quali il nostro aiuto non viene meno, deve concentrarsi sul sostegno morale. Il Coronavirus, infatti, genera tanta solitudine, interrompe relazioni e contatti, diffonde paura. Siamo chiamati a dare il nostro contributo, con cuore generoso e attento, soprattutto agli anziani, alle persone sole, ai familiari dei ricoverati negli ospedali. Tutti conosciamo queste situazioni nella nostra zona di residenza: e allora basta una telefonata di vicinanza, il pranzo di Natale o del primo dell’anno fatto recapitare a casa, l’invio di un panettone, di una stella di Natale, di un semplice biglietto di auguri. Non abbiate paura cari volontari Caritas, con delicatezza accostatevi agli altri e ditegli: se vuoi, possiamo camminare insieme in questo tempo incerto». Nel rispetto delle misure anti contagio erano presenti alcuni volontari provenienti dalle pievanie della Diocesi. Con il presule hanno concelebrato don Sem Fioretti, vicario generale; don Edoardo Rossi, direttore della Caritas diocesana e parroco coadiutore di S. Venanzo; don Paolo Peciola, parroco in solido di S. Venanzo; don Simone Maggi, parroco di Cesi di Terni e Portaria di Acquasparta; don Dieudonné Mutombw Tshibang, parroco di Verchiano di Foligno. Con loro i rappresentanti delle Caritas delle pievanie e il vicesindaco del Comune di Spoleto Beatrice Montioni.

Le linee programmatiche di don Edoardo Rossi

Il direttore della Caritas diocesana, attivo da poco più di due mesi, ha definito le linee programmatiche del suo mandato: «Caritas di Spoleto-Norcia, con le parole dell’evangelista Marco (5, 41), ‘Io ti dico: alzati’. Cari volontari e benefattori, siamo chiamati a ripensare l’azione della Caritas in modo nuovo e coraggioso. Ringraziamo il Signore per quanto fatto finora e per tutte le felici intuizioni realizzate. Ci è chiesto di essere una Caritas sempre più profetica, capace di leggere e interpretare i segni dei tempi, in costante uscita sull’intero territorio diocesano. Noi siamo la carta d’identità della Chiesa, attraverso di noi il Signore arriva alle persone ultime. La Caritas – ha aggiunto – non è potere, non è sfoggiare il vestito più bello, ma è servizio e amore, nel nascondimento. Ogni giorno deve maturare in noi la consapevolezza che siamo le mani invisibili e concrete del Signore, unico autore della carità. É tempo, cari amici, di concretizzare quella fantasia della carità di cui tante volte si è parlato. E un primo passo è quello di tornare a coinvolgere i giovani al servizio del prossimo: grazie a Dio sono molto sensibili. E vorrei condividere con voi quanto accaduto oggi (domenica 20 dicembre, ndr) dopo la Messa delle 11.00 a S. Venanzo. Bussa alla porta di casa – dice don Edoardo – una giovane coppia di fidanzati che, in vista del Natale, hanno portato una grande spesa alimentare da condividere con i meno fortunati. Che bello! Allora, carissimi volontari, dobbiamo essere sempre più contagiosi e non avere il volto triste che spesso contraddistingue noi cristiani. Avanti, dunque, con coraggio e sguardo nuovo».

Servizi, solidarietà e studenti

Diverse le attività. In primis ogni sera c’è un pasto caldo ai barboni che dormono alla stazione. «Gli alunni – sottolinea l’arcidiocesi – e le famiglie della scuola elementare XX Settembre di Spoleto, come già da diversi anni, hanno raccolto in questo tempo prima del Natale dei viveri per la Mensa della Misericordia. Poi alcune novità: il magazzino della Mensa sarà aperto in alcuni giorni per l’iniziativa ‘Raccolta della Solidarietà’ dove i volontari accoglieranno gli alimenti che le persone della Diocesi vorranno condividere nel tempo di Natale con i meno fortunati: da lunedì 21 a mercoledì 23 dicembre dalle 15 alle 17; giovedì 24 dalle 10 alle 12; dal 27 al 30 dicembre dalle 15 alle 17; da giovedì 7 a mercoledì 13 gennaio dalle 15 alle 17. L’Istituto Professionale Alberghiero ‘De Carolis’ di Spoleto, poi, ha donato muffin dolci per i poveri; alcuni studenti dell’Istituto Tecnico Professionale ‘Spagna-Campani’, coordinati da una docente, si sono resi disponibili per ascoltare telefonicamente alcune persone anziane e sole segnalate dalla Caritas; infine, da qualche settimana ogni sera dei volontari Caritas si recano alla stazione ferroviaria di Spoleto per portare un pasto caldo ai barboni che vi passano la notte».

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