di Giovanni Cardarello
La pazienza dei comitati civici e delle associazioni del comprensorio spoletino e della Valnerina è ufficialmente esaurita. A distanza di oltre un anno dal deposito di più di 10 mila firme e dalle promesse per le elezioni di novembre 2024, il silenzio della Regione Umbria spinge gli attivisti a pianificare il ritorno in piazza. E la vetrina scelta sarà quella internazionale del Festival dei Due Mondi.
I sei anni di incessante battaglia condotta dal City Forum, insieme al ‘Comitato di strada per la salute pubblica’, al ‘Comitato civico Spoleto-Valnerina’ e al ‘Coordinamento Pace, Diritti e Ambiente’, confluiscono oggi in un nuovo stato di agitazione. Lo riferiscono sia ‘Il Messaggero Umbria‘ che ‘Il Corriere dell’Umbria‘.
Gli attivisti lamentano un totale isolamento istituzionale, culminato nel mancato accoglimento della richiesta di audizione presso la terza commissione dell’assemblea legislativa dell’Umbria. Lì, dal 29 gennaio 2025, giace una petizione popolare sottoscritta da ben 10.055 cittadini che chiede la piena riattivazione dei servizi sanitari essenziali del ‘San Matteo degli Infermi’, smantellati durante l’emergenza Covid.
I comitati: «Non è stato mosso un dito»
La rabbia dei comitati si rivolge ora direttamente verso la nuova amministrazione regionale guidata da diciotto mesi dalla presidente Stefania Proietti. «Fino ad oggi abbiamo cercato ogni forma di dialogo – spiegano in una nota congiunta le sigle associative -, ma i riscontri sono assolutamente negativi. La giunta Proietti non può più invocare come alibi la deplorevole destrutturazione attuata sei anni fa dalla giunta Tesei-Coletto. Hanno riscosso i voti promettendo di ribaltare la situazione e riavviare la crescita del presidio di Spoleto, DEA di primo livello e riferimento cruciale per l’area del cratere sismico, ma nei fatti la nuova amministrazione non ha mosso un dito».
I punti della protesta dei comitati
L’elenco delle criticità strutturali interne al nosocomio è lungo e dettagliato. Secondo i rappresentanti del territorio, permane il blocco totale sulla riapertura del punto nascita e della pediatria. Nonostante un bacino che storicamente garantiva oltre 500 parti l’anno in piena sicurezza, la struttura materno-infantile resta smantellata e la richiesta formale inoltrata al ‘Comitato nazionale percorso nascita’ risulta ‘insabbiata’.
Non va meglio sul fronte dell’emergenza-urgenza: il pronto soccorso, pur definito «ben condotto» dal punto di vista del personale in servizio, si trova sistematicamente costretto a deviare i codici e i casi più gravi verso altri ospedali regionali, a loro volta già congestionati e in perenne sovraccarico. Una situazione che i comitati descrivono come «un’autentica persecuzione contro il comprensorio».
L’ospedale continua a perdere pezzi anche sul fronte del personale specialistico. Nelle ultime settimane si sono registrate le dimissioni di uno stimato medico in forza alla cardiologia, reparto che attende ancora una riapertura strutturale completa, garantendo al momento solo la guardia h24. Per tamponare la gravosa carenza, la Usl Umbria 2 ha dovuto ricorrere all’assunzione a tempo determinato di una specializzanda al quarto anno fino al dicembre 2026. «Si procede a colpi di avvisi precari e incarichi libero-professionali a medici pensionati, mentre non risulta bandito alcun concorso pubblico per primariati o posti stabili di medici e infermieri», denunciano i comitati.
La richiesta immediata della piazza resta chiara: fare un passo indietro sul progetto del ‘Terzo polo’ (l’integrazione con Foligno avviata dalla precedente giunta, ritenuta fortemente penalizzante per Spoleto) e avviare concorsi reali. La data esatta della nuova manifestazione popolare verrà formalizzata nei prossimi giorni, ma l’intenzione di accendere i riflettori durante il Festival dei Due Mondi è ormai unanime.






