Il consiglio comunale di Terni si è espresso all’unanimità sulla crisi Moplefan, approvando un atto di indirizzo presentato dal Partito democratico che impegna l’amministrazione ad attivarsi con la massima urgenza, anche insieme alla Regione Umbria, nei confronti del ministero del Lavoro per garantire la continuità degli ammortizzatori sociali per tutte le lavoratrici e i lavoratori dello stabilimento.
Crisi Moplefan: cresce l’allarme dei sindacati. «I lavoratori lasciati soli»
Il tema è approdato in aula nella seduta di lunedì mattina, con la richiesta di un intervento immediato su una vertenza che continua a generare forte preoccupazione sul piano occupazionale e produttivo. A illustrare il quadro è stato l’assessore allo sviluppo economico Sergio Cardinali, che ha ripercorso le difficoltà accumulate negli anni, sottolineando come la crisi della Moplefan affondi le proprie radici in problemi strutturali e in un contesto nazionale che, a suo dire, non ha fornito risposte adeguate. Cardinali ha evidenziato le criticità finanziarie dell’azienda, l’esposizione debitoria e il rischio concreto per la ripresa dell’attività produttiva, ricordando che eventuali operazioni in corso, come quelle con Invitalia, sono ancora in fase istruttoria.
Dopo una sospensione dei lavori per una riunione di maggioranza, il sindaco Stefano Bandecchi è tornato in aula intervenendo in modo netto sulla vicenda. Il primo cittadino ha rivendicato l’impegno personale e dell’Università Niccolò Cusano, rendendo noto che nei mesi scorsi sono stati effettuati bonifici per un importo complessivo di poco inferiore al mezzo milione di euro a favore della Moplefan. Risorse che, ha spiegato, sono servite a garantire il pagamento delle retribuzioni in una fase di particolare difficoltà, a tutela di circa 110 famiglie ternane. Contestualmente, Bandecchi ha ricordato l’accordo sottoscritto tra l’università e l’azienda per l’attivazione di attività di ricerca, formazione e stage, definendolo una soluzione temporanea della durata di due mesi per salvaguardare i lavoratori.
Nel corso del suo intervento il sindaco ha anche attaccato duramente la Regione Umbria e l’assessore regionale Francesco De Rebotti, chiedendone le dimissioni e attribuendo alla giunta regionale responsabilità politiche nella gestione della vicenda. Accuse che hanno acceso il dibattito in aula, ma che non hanno impedito la convergenza finale sull’atto presentato dal Pd.
Il documento approvato impegna l’amministrazione comunale a sollecitare il pagamento immediato delle spettanze arretrate, comprese la mensilità di dicembre e la tredicesima, e a verificare ogni strumento utile a tutela dei diritti salariali dei lavoratori. È prevista inoltre la convocazione urgente di un tavolo istituzionale locale con azienda, organizzazioni sindacali, Regione Umbria e parlamentari del territorio, con l’obiettivo di fare chiarezza sul piano industriale, garantire la salvaguardia occupazionale e individuare soluzioni concrete per il rilancio del sito produttivo.
Il consiglio comunale ha infine chiesto che l’amministrazione riferisca tempestivamente in aula sugli esiti delle interlocuzioni avviate e sulle azioni intraprese, assicurando la massima trasparenza verso l’assemblea e la cittadinanza, con l’obiettivo dichiarato di evitare che la crisi Moplefan si traduca in una nuova e pesante perdita occupazionale per il territorio ternano.
«Avendo appreso delle sconcertanti dichiarazioni del sindaco Bandecchi, in sede di consiglio comunale, inerenti fantomatici contenuti che a suo dire avrei espresso più volte, anche in situazioni ufficiali, rispetto alla vicenda Moplefan, ho dato prontamente mandato ai miei legali di adottare ogni azione possibile a tutela della mia persona e del mio operato nella funzione di assessore della giunta regionale umbra», fa sapere in una nota l’assessore regionale Francesco De Rebotti. «Ritengo penoso l’accaduto, ultimo atto di una commedia che sta degenerando. L’imbarbarimento civile e politico che tali comportamenti e contenuti determinano, ricade quotidianamente sulla città di Terni e sulla sua storica e riconosciuta attitudine al rispetto di persone e istituzioni. Lo stratagemma poi di attribuire ad altri, in forme in questo caso violente e calunniose, responsabilità complesse, è pratica vecchia e solo propagandistica. La verità sul mio impegno politico e sociale, svolto a titolo personale e a nome della giunta regionale, non ha bisogno di precisazioni, essendo stato sempre espletato in assoluta trasparenza, di concerto con le istituzioni tutte e con le rappresentanze sindacali dei lavoratori. La giunta regionale continua ad essere fortemente impegnata a collaborare con la proprietà e con gli altri livelli istituzionali per garantire un futuro alla Moplefan e ai suoi addetti, nel delicato periodo in cui è in discussione la continuità della Cigs, elemento fondamentale per dare seguito a una prospettiva di produzione e lavoro».






