Palazzo Cesi di Acquasparta, durante l’edizione 2026 del Festival del Rinascimento, ha ospitato la lectio magistralis del rettore dell’Università degli Studi di Perugia Massimiliano Marianelli. Un intervenuto con una riflessione dedicata al rapporto tra umanesimo e Intelligenza Artificiale. La cerimonia si è aperta con il saluto del Duca Federico Cesi, seguita dall’introduzione e dalla moderazione di Alessandro Dal Bosco dell’ateneo perugino. A portare i saluti istituzionali sono stati il prefetto di Terni Antonietta Orlando e il sindaco di Acquasparta Giovanni Montani. Le conclusioni sono state affidate a Rossano Pastura, presidente dell’Ente Il Rinascimento ad Acquasparta.
Il titolo scelto per la lectio, ‘Continuare l’umano. Umanesimo e Intelligenza Artificiale nell’età della tecnica’, ha impostato il perimetro del ragionamento: «Non un confronto tecnico sulle applicazioni dell’Intelligenza Artificiale, ma un’analisi di carattere filosofico e civile sul significato dell’essere umano in una fase di trasformazioni accelerate». Nel suo intervento, Marianelli ha proposto una lettura della tecnologia «lontana sia da entusiasmi acritici sia da approcci difensivi». L’attenzione si è concentrata sulla «necessità di un nuovo umanesimo capace di interpretare l’identità dell’uomo come realtà relazionale, non riducibile a dati o funzioni. La domanda centrale non è cosa può fare la tecnologia, ma cosa diventa l’uomo mentre la tecnologia avanza».
Un’impostazione che, secondo il rettore, richiama anche il ruolo dell’università, chiamata «non solo alla trasmissione di competenze, ma alla formazione di una coscienza critica in grado di leggere il presente». In questo quadro, particolare rilievo è stato attribuito alla «centralità della persona», descritta come «eccedente rispetto a ogni definizione tecnica o algoritmica. L’essere umano è relazione, libertà e responsabilità», è stato evidenziato, con un richiamo a una visione dell’uomo che non si esaurisce nella dimensione digitale.






