di Gianni Giardinieri
«Diventerà calciatore, segnatelo», questo fu il finale di un messaggino che ricevetti da un importante addetto ai lavori al momento dell’acquisto di Adli Kurti, proveniente dalla squadra Primavera del Verona e fino a quel momento senza un minuto tra i professionisti. Una previsione, certo, di quelle ancora tutte da verificare, perché la strada è lunga come dice un vecchio adagio, ma la prestazione del centrale difensivo albanese contro l’Arezzo è stata di quelle da stropicciarsi gli occhi, per efficacia, personalità, piglio e ‘cattiveria’ agonistica.
E insieme a lui è salito in cattedra anche il ternano Marco Pagliari, autore da fianchetto sinistro di una gara senza sbavature (forse una, quella in cui ha ciccato un gol facile ma gliela perdoniamo assai volentieri) e ricca di personalità e corsa. La vittoria di Arezzo è però, ovviamente, di tutta la squadra, e del suo allenatore che, chiariamo subito a scanso di equivoci, dopo il match non è andato in conferenza stampa perché totalmente afono. Nienti misteri dunque.
Il tecnico romano vive la gara come se ancora giocasse e basta osservarlo in panchina per rendersi conto di quanto assista, quasi volendo telecomandarli, i suoi calciatori. La Ternana, sostiene da tempo lo stesso Liverani, «può perdere o vincere contro chiunque». Mercoledì in Toscana ne abbiamo avuta dimostrazione, ma se si guardano alcuni numeri è facile verificare che il cammino è comunque assai solido, specialmente nelle ultime 14 partite. Riferimento non casuale perché è esattamente la seconda metà delle gare fin qui disputate (28 in totale). Ebbene le Fere occupano in questa speciale classifica il quarto posto con 26 punti. Hanno fatto meglio solo l’Ascoli (30), l’Arezzo (28) e la Juventus Next Gen (27). Nelle ultime cinque partite, slot abitualmente usato per verificare lo stato di forma, i punti sono stati 12 (4 vittorie e una sconfitta del tutto immeritata contro il Campobasso). Segno di una squadra in ascesa fisica e mentale, organizzativa e tattica, con un background comunque significativo.
E le carte da giocare per arrivare al ‘prime’ prestazionale sono ancora tante, a cominciare da Mattia Aramu, fin qui visto con la maglia rossoverde solo in una manciata di minuti in quel di Pontedera. Il ragazzo sta cercando di arrivare a un buono stato di forma nel più breve tempo possibile, ma senza affrettare i tempi. Farlo sarebbe rischioso e il contributo che ci si aspetta da lui è per il finale di campionato e per i play off.
Tra una decina di giorni tornerà anche capitan Capuano e la crescita di Majer dovrebbe farsi più serrata, mentre Panico comincia a dare segnali di risveglio e di un maggiore ambientamento nelle trame di gioco dei rossoverdi. Il clima è di quelli giusti, il direttore dell’area tecnica Diego Foresti, alla guida dello staff, è una garanzia, come Fabio Liverani a dirigere la squadra. Gli ingredienti per fare bene ci sono tutti, specialmente se la società eviterà ‘scivoloni’ comunicativi come il silenzio stampa imposto dopo la sconfitta interna contro il Campobasso (non aveva alcun senso). Memorizzando che fare calcio significa anche, e soprattutto, essere sempre sintonizzati con il sentiment della piazza.
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