«Ed ora, lupi da tastiera, sbranatemi pure». Questa l’ultima frase del post social che, pubblicato mercoledì sera dal sindaco di Arrone Fabio Di Gioia, rappresenta uno sfogo dopo le tante cose lette in questi giorni, sui social appunto, dopo l’aggressione di un canide – con tutta probabilità un lupo – giovedì sera nell’area degli impianti sportivi di Arrone, ai danni di una bambina di 4 anni.
«Cosa rimane alla fine? – si chiede il sindaco arronese – È una domanda che mi pongo spesso in questi giorni complicati. E alla quale sto tentando di dare delle risposte che, ci tengo a precisarlo, non hanno nulla a che fare con la politica. Sicuramente rimane una famiglia scossa e addolorata dal giudizio delle persone, ferita da chi ha messo in discussione la capacità genitoriale di una mamma e in particolare da chi mette in dubbio tutto. ‘Vero, non vero?’. C’è persino chi ha avanzato l’assurda tesi che le immagini della video sorveglianza siano state modificate con l’intelligenza artificiale. Rimane, per fortuna, una bimba di 4 anni che spero possa riprendersi dallo spavento quanto prima. Può una bambina di 4 anni essere almeno spaventata? Persino questo è stato messo in dubbio o, peggio ancora, è passato in secondo piano».
«Rimane – prisegue DI Gioia – anche l’aiuto delle istituzioni, tutte, che hanno agito e stanno agendo secondo Legge: nessuno ha mai parlato di abbattere l’animale ma eventualmente di catturarlo e metterlo a riparo nel suo habitat naturale (lupo o no saranno le indagini di rito o previste dalla Legge a confermarlo). Rimane una comunità turbata ma sempre solidale e soprattutto fiduciosa dell’operato delle istituzioni. Rimangono i giudizi, ci stanno anche quelli, pretestuosi, presuntuosi e offensivi: posso accettarli e rispedirli al mittente con la serenità di chi sa di aver sempre agito con trasparenza e correttezza, ma un appunto consentitemelo: no, non sono un cacciatore. Perché, per me, la natura nella sua varietà e complessità è sacra. Rimane soprattutto la ferma volontà di proteggere la comunità di Arrone, a prescindere dalla tipologia di animale (lupo o canide)».
«Forse è vero – conclude il primo cittadino – la colpa non è del lupo, anche se inusuale o anomalo può succedere. Può succedere talvolta che un animale perda la sua innata diffidenza e diventi altro. Come può accadere, e accade molto più di frequente, che gli uomini perdano la propria umanità, trasformandosi nella bestia più feroce e temibile. E forse è questo che dovrebbe spaventarci di più e indurci ad una riflessione. Consentitemi un ultimo appunto: sarò sempre accanto alle persone, agli ultimi, agli indifesi e anche agli animali. Ed ora, lupi da tastiera, sbranatemi pure».
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