Prima Val di Ranco, poi Costacciaro e Scheggia e Pascelupo, infine Nocera Umbra. Nel giro di cinque giorni la fascia appenninica umbra è stata interessata da una serie di incendi boschivi che hanno richiesto un imponente dispiegamento di uomini e mezzi. Una sequenza ravvicinata che, mentre sono in corso gli accertamenti delle autorità competenti, alimenta il sospetto che dietro possa esserci una mano dolosa.
Un primo campanello d’allarme era già scattato venerdì 10 luglio, quando i vigili del fuoco erano intervenuti per un incendio boschivo in località Val di Ranco, nel comprensorio del monte Cucco. Le fiamme si erano sviluppate su due fronti distinti: uno verso Sigillo e uno in direzione della vecchia Flaminia, dove il fuoco aveva raggiunto una fitta area boscata rendendo particolarmente complesse le operazioni da terra.
L’emergenza si è ripresentata con ancora maggiore intensità nel pomeriggio di martedì 14 luglio, quando altri due incendi boschivi sono divampati all’interno del parco del monte Cucco, nelle aree sovrastanti Costacciaro e Scheggia e Pascelupo. I vigili del fuoco sono intervenuti con le squadre di Gubbio e Gaifana, supportate da un elicottero proveniente dal nucleo di Bologna, mentre l’Agenzia forestale regionale ha operato a terra nelle attività di contenimento e bonifica.
Nel tardo pomeriggio è entrato in azione anche un Canadair che ha effettuato diversi lanci rifornendosi al lago di Cingoli. Nonostante il massiccio impiego di mezzi, i due fronti sono rimasti attivi: secondo quanto riferito dai vigili del fuoco, gli incendi «non sono ancora stati dichiarati sotto controllo a causa della complessità del terreno e del vento». Per tutta la notte una squadra dei vigili del fuoco e una dell’agenzia forestale sono rimaste a presidio di ciascun rogo.
Come se non bastasse, nelle prime ore di mercoledì 15 luglio si è aperto un terzo fronte nel territorio comunale di Nocera Umbra, in località Aggi. Il dispositivo di soccorso è stato immediatamente esteso ai tre scenari contemporaneamente, con una squadra dei vigili del fuoco e una dell’Agenzia forestale impegnate su ciascun incendio e tre direttori delle operazioni di spegnimento (dos) a coordinare gli interventi. Sul fronte aereo è stato richiesto il supporto della flotta nazionale antincendio.
Le operazioni proseguono senza sosta per cercare di circoscrivere le fiamme in territori caratterizzati da forti pendenze e vegetazione fitta. Saranno gli accertamenti dei carabinieri forestali e delle altre autorità competenti a chiarire l’origine dei diversi incendi. La successione di roghi, concentrati nell’arco di pochi giorni e nello stesso comprensorio appenninico, rappresenta però un elemento che inevitabilmente richiama l’attenzione degli investigatori.






