Celebrazioni partecipate in tutta l’Umbria per la Domenica delle Palme, che segna l’inizio della Settimana Santa. Tra benedizioni dei ramoscelli d’ulivo, processioni e liturgie, le comunità si sono ritrovate per rivivere l’ingresso di Gesù a Gerusalemme e avviare il percorso verso la Pasqua.
A Perugia i fedeli si sono riuniti in piazza IV Novembre, davanti all’arcivescovado, per la benedizione degli ulivi e la preghiera iniziale. Da lì è partita la processione verso la cattedrale di San Lorenzo, dove è stata celebrata l’eucaristia con il racconto della Passione. Nell’introduzione, l’arcivescovo Ivan Maffeis ha invitato la comunità a vivere intensamente questo tempo, ricordando che «ci è data la grazia di una nuova Settimana Santa» e sottolineando come «la notizia più sconcertante della nostra fede forse non è che è risorto, ma che è morto».
Nell’arcidiocesi di Spoleto-Norcia, la celebrazione si è svolta nella Basilica Cattedrale di Spoleto, presieduta dall’arcivescovo Renato Boccardo. Dopo la benedizione dei ramoscelli in piazza, la processione ha accompagnato i fedeli all’interno del Duomo, con la partecipazione anche dei ragazzi della catechesi della Pievania di San Ponziano, giunti a piedi dalla chiesa di San Gregorio. Nell’omelia, Boccardo ha richiamato il significato di questi giorni: «Il ritmo dell’anno liturgico rallenta, possiamo seguire Gesù giorno per giorno». Citando Dietrich Bonhoeffer, ha aggiunto che «i cristiani stanno vicino a Dio nella sua sofferenza», invitando a guardare alle sofferenze del mondo contemporaneo, dai conflitti in Ucraina e Medio Oriente, come luoghi in cui la Passione di Cristo continua a manifestarsi. «La croce disorienta – ha detto – ma se restiamo accanto ad essa possiamo intravedere il primo vagito di un mondo nuovo».
A Terni, la celebrazione è stata presieduta dal vescovo Francesco Antonio Soddu, con il rito della benedizione degli ulivi sul sagrato della chiesa di Santa Croce. Da lì è partita la processione verso la cattedrale, accompagnata da numerosi fedeli, tra cui molti bambini e ragazzi delle parrocchie cittadine. La liturgia è proseguita con la lettura della Passione dal Vangelo di Matteo e la celebrazione eucaristica, concelebrata dal clero diocesano. Nell’omelia, il vescovo ha ricordato come la Pasqua rappresenti «il segno di una vita nuova per noi e per tutto il mondo», invitando in particolare i più giovani a vivere concretamente la Parola di Dio. «Non possiamo passare dalla festa osannante all’indifferenza – ha sottolineato – ma siamo chiamati a essere presenza di Dio nel mondo, nella solidarietà e nell’amore».
Una domenica, dunque, che in tutta la regione ha unito tradizione e partecipazione, aprendo il tempo più intenso dell’anno liturgico e rilanciando, attraverso le parole dei pastori, un messaggio di fede, responsabilità e vicinanza alle sofferenze del presente.






