di Giovanni Cardarello
L’eco della tragedia di Crans Montana, dove l’incendio al club Constellation è costato la vita a 41 persone, continua a modificare profondamente le abitudini e le misure di sicurezza in Umbria. Se da settimane le forze dell’ordine stanno setacciando i locali della movida, ora la soglia di attenzione si è alzata drasticamente anche nei luoghi dedicati ai più piccoli: le ludoteche e le sale gioco.
In diverse strutture della regione, spiega ‘Il Messaggero Umbria’, sono comparsi cartelli e avvisi inequivocabili agli ingressi. Il ‘nemico pubblico numero uno’ è diventato la cosiddetta candela ‘flambè’, quella fontana di scintille alta circa venti centimetri, tanto scenografica quanto potenzialmente letale in ambienti chiusi. «Per motivi di sicurezza è severamente vietato l’uso delle candele flambè» È questo il tenore dei messaggi che i genitori si sono trovati davanti durante le ultime feste di compleanno. L’invito dei gestori è chiaro: meglio tornare alle classiche candeline di cera. Si punta su una minore spettacolarità in favore di una gestione del rischio superiore, specialmente in contesti affollati da bambini piccoli dove un’eventuale evacuazione risulterebbe estremamente complessa in caso di emergenza.
Parallelamente all’autodisciplina dei privati, prosegue senza sosta l’attività di monitoraggio delle autorità. Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Carabinieri, Usl e Vigili del fuoco stanno passando al setaccio le attività ricreative da Perugia a Città di Castello. Anche in provincia di Terni l’allerta è massima. Qui le verifiche si sono concentrate in particolare sui materiali di rivestimento e sulla funzionalità dei sistemi di aerazione delle sale gioco. Le autorità ternane stanno lavorando in stretto contatto con i gestori delle ludoteche del territorio per garantire che ogni spazio dedicato ai minori rispetti rigorosamente i parametri di carico di incendio, evitando l’accumulo di materiali plastici o tessili non ignifughi in prossimità dei punti luce.
In tutta la regione i controlli puntano i riflettori soprattutto sulla corretta manutenzione degli impianti elettrici e sul possesso di tutte le certificazioni antincendio necessarie. Il vero ‘tallone d’Achille’ riscontrato finora riguarda però le uscite di sicurezza: diverse sanzioni sono state infatti elevate proprio a causa di vie di fuga non a norma o risultate ostruite al momento dell’ispezione. La prevenzione, insomma, non riguarda più solo i grandi eventi o i club notturni, ma diventa la priorità assoluta in ogni spazio pubblico, nel tentativo di esorcizzare il timore che una leggerezza possa trasformarsi in un’altra catastrofe.






