di Mariachiara Manopulo
Si è svolta mercoledì in Commissione attività produttive della Camera l’audizione di Paolo Sasso, responsabile per la produzione idroelettrica in Italia di Enel Green Power. Sul tema della paventata chiusura del posto di teleconduzione di Terni, Sasso ha chiarito che «non ci saranno riduzioni di personale né di funzioni per l’area idroelettrica centro-ovest», di cui fa parte anche il sistema umbro con sede principale a Terni. Le unità operative «continueranno a garantire sicurezza ed efficienza, con ricadute positive in termini di energia rinnovabile, sostenibilità e occupazione».
L’azienda ha inoltre ribadito il proprio impegno con investimenti sul territorio umbro: dalla manutenzione del canale Recentino ai lavori a Nera Montoro per la fruibilità della spiaggia delle Mole, fino alla rete paramassi a Galleto su terreno comunale. A ciò si aggiungono i progetti di turismo sostenibile, con accordi con i Comuni di Narni e Terni per Piediluco, collaborazioni con associazioni locali per il rafting e con i vigili del fuoco per le esercitazioni. Sono stati ricordati anche i 12 nuovi ingressi di personale negli ultimi 18 mesi.
Il posto di teleconduzione di Terni confluirà in quello di Montorio al Vomano (Teramo), «ma senza alcun impatto su asset e occupazione: i dipendenti saranno reimpiegati nelle strutture locali». Proprio a Terni, inoltre, Enel installerà «un sistema di backup nazionale per le sale controllo e gli impianti idroelettrici presenti in tutta Italia, con un investimento significativo». L’azienda ha confermato che «la sicurezza di persone, impianti e territori resta una priorità assoluta».
Critiche sono arrivate dal Movimento 5 Stelle: «La volontà di chiudere il posto di teleconduzione – ha dichiarato la deputata Emma Pavanelli – lascia un profondo rammarico, pur avendo appreso la volontà di realizzare a Terni il Disaster recovery nazionale. Ci auguriamo che non si tratti soltanto di annunci e che l’intento di Enel sia realmente quello di mantenere un presidio operativo e stabile in Umbria. Serve un piano industriale serio e duraturo per il rilancio del territorio. Enel ha l’occasione di dimostrare responsabilità e di invertire la rotta: si assuma l’impegno di restare e investire nella nostra regione, non di impoverirla ulteriormente».
Soddisfazione, invece, da Forza Italia. «Alcuni esponenti dell’opposizione hanno ancora una volta strumentalizzato temi importanti come il lavoro e la sicurezza per i propri scopi elettorali e di consenso», ha dichiarato il deputato umbro e portavoce azzurro Raffaele Nevi. «Mercoledì in Commissione attività produttive della Camera – prosegue Nevi – nell’audizione sulla chiusura del posto di teleconduzione di Terni, Enel, proprietaria dell’impianto, ha fornito ampie rassicurazioni sul suo impegno per il territorio, confermando importanti investimenti e garantendo che la riorganizzazione in corso non avrà alcun impatto sull’occupazione. Sono costanti le interlocuzioni e il confronto che, come forza politica, portiamo avanti con le aziende, ed è anche grazie a questo approccio costruttivo che Enel sta investendo tuttora alcuni milioni di euro per le centrali umbre e per le attività delle officine idroelettriche di Terni. Enel in Umbria – prosegue il portavoce nazionale di Forza Italia – gestisce 18 impianti idroelettrici e 5 grandi dighe, è quindi evidente quanto sia importante la sua presenza sul territorio. Su argomenti cruciali come l’occupazione e la valorizzazione degli asset strategici, la politica deve certamente vigilare ma sempre con atteggiamento responsabile e costruttivo. È importante che istituzioni e aziende lavorino insieme per il bene delle persone e delle comunità locali. Le risposte ascoltate vanno in questa direzione».






