Sei mesi ai commissari che negarono l’incompatibilità al concorso per l’aeroporto di Assisi. Questo l’esito dell’appello della Procura generale di Perugia in riferimento al caso del 2018: la Corte d’appello di Perugia ha accolto, ribaltando così il primo grado. A spiegare la vicenda è direttamente il procuratore generale Sergio Sottani.
«La Corte d’Appello di Perugia – sottolinea Sottani – ha accolto l’appello della Procura generale di Perugia e, con sentenza pronunciata l’11 novembre scorso, ha condannato tre pubblici ufficiali a sei mesi di reclusione ciascuno per falso ideologico in atto pubblico, riformando integralmente la decisione del 2023 del tribunale di Perugia che li aveva assolti in primo grado ‘perché il fatto non sussiste’. I fatti risalgono al 2018 e riguardano una procedura di selezione pubblica indetta da ‘Umbria International Airport San Francesco d’Assisi’ per l’assunzione a tempo determinato di un operatore unico aeroportuale/addetto rampa. Secondo l’impianto accusatorio, ritenuto fondato dalla Corte d’appello, i tre imputati – uno in qualità di presidente e gli altri due come componenti della commissione giudicatrice – hanno agito in concorso tra loro, in esecuzione di un medesimo disegno criminoso, attestando falsamente nel verbale di commissione l’assenza di cause di incompatibilità. In realtà, tra i candidati ammessi alla selezione figurava – conclude – il figlio di uno dei commissari, poi risultato vincitore della procedura».






