Un inseguimento andato avanti per quasi un’ora fra le Marche e l’Umbria, dalla zona di Matelica (Macerata) a quella di Spoleto, concluso nella prima serata di lunedì con un incidente stradale lungo la statale Flaminia all’altezza di Eggi (Spoleto). A riportare la notizia in prima battuta è tuttoggi.info.
In fuga, un’autovettura con a bordo – sembra – quattro soggetti, uno dei quali – 39enne originario del Cile – dopo il sinistro è stato bloccato e arrestato dalle forze dell’ordine, in particolare dagli agenti del commissariato di Foligno. Gli altri tre avrebbero fatto perdere le proprie tracce approfittando delle caratteristiche della zona, fuggendo a piedi. Ma le ricerche proseguono.
Ad inseguire il mezzo – una Renault Clio -, i carabinieri della Compagnia di Camerino poi supportati dalla polizia di Stato di Foligno. Ad Eggi, nei pressi della rotatoria antistante l’oleificio Monini, lo schianto con l’autoradio dell’Arma di Camerino e il coinvolgimento di un’altra auto estranea all’inseguimento, condotta da una donna. Quest’ultima e un carabiniere hanno riportato ferite ma le loro condizioni, fortunatamente, non preoccupano.
Fra le ipotesi alla base della fuga, e quindi dell’inseguimento da film lungo la strada statale 77 della ‘Val di Chienti’ e poi sulla Flaminia, è quella legata all’individuazione di una banda dedita ai reati predatori e che nella giornata di lunedì avrebbe compiuto una rapina in un casolare di Matelica, con i residenti minacciati con un coltello da uno dei malviventi. Il bottino, fatto per lo più di gioielli e altri preziosi, sarebbe stato abbandonato durante l’inseguimento e poi recuperato dall’Arma.
La nota delle forze dell’ordine
Sull’accaduto, la questura di Perugia – nel pomeriggio di martedì – ha diffuso una nota riepilogativa. «Gli agenti della polizia di Stato di Foligno, congiuntamente ai militari della Compagnia dei carabinieri di Camerino e al comando stazione carabinieri di Matelica – si legge – hanno arrestato in flagranza di reato un uomo, cittadino cileno del 1986, ritenuto responsabile del reato di rapina impropria aggravata consumatasi nel tardo pomeriggio di lunedì in un’abitazione di Matelica, in provincia di Macerata».
«Nello specifico – prosegue – dopo aver forzato una finestra, tre persone si sono introdotte all’interno di un appartamento, dall’interno della quale hanno asportato diversi monili in oro per un valore stimato di circa 2 mila euro. Nell’occorso, i tre soggetti sono stati sorpresi dal proprietario di casa il quale, nel tentativo di dissuaderli, è stato minacciato con un coltello. Gli uomini si sono poi dati alla fuga a bordo di un’utilitaria scura, facendo perdere inizialmente le proprie tracce».
«Grazie alle descrizioni fornite dalla vittima con segnalazione al numero unico di emergenza, sono immediatamente iniziate le ricerche sul territorio che hanno dato esito positivo. Infatti, un equipaggio dei carabinieri ha intercettato il veicolo sulla strada statale 77 Var, dando avvio ad un inseguimento ad alta velocità che si è protratto per diversi chilometri e nell’ambito del quale i fuggitivi hanno tentato di disfarsi della refurtiva, in seguito recuperata dai militari dell’Arma».
«L’inseguimento a forte velocità – si legge ancora nella nota – è proseguito per diversi chilometri in direzione Spoleto fino a quando, nel tentativo di affiancarlo, la pattuglia dei carabinieri è stata speronata dall’auto in fuga che, successivamente, è carambolata andando a collidere con un altro utente della strada. In tale contesto una Volante del commissariato di Foligno, nel frattempo intervenuta in ausilio, ha raggiunto l’autovettura dei fuggitivi che, scesi immediatamente dal veicolo, si sono dati alla fuga».
«Uno di questi, però, è stato bloccato dai poliziotti che, nel tentativo di contenerlo, hanno ingaggiato una colluttazione nell’ambito della quale sono stati aggrediti con calci e pugni. Con non poche difficoltà, il 39enne è stato poi bloccato e contenuto in sicurezza. Al termine delle attività di rito l’uomo è stato tratto in arresto per il reato di rapina impropria aggravata, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Su disposizione del pubblico ministero il 39enne è stato accompagnato presso la casa di reclusione di Spoleto, a disposizione dell’autorità giudiziaria».
«A seguito dell’intervento, un militare dell’Arma dei carabinieri e un poliziotto hanno riportato lesioni personali giudicate guaribili in 7 giorni. Sono in corso le indagini finalizzate a ricostruire compiutamente la dinamica dei fatti e a identificare gli altri componenti del gruppo».






