di Veronica Quadraccia
Un dialogo diretto tra giovani, imprenditori e amministratori per immaginare il futuro del territorio. È questo lo spirito dell’evento organizzato a Terni da Forza Italia Giovani lo scorso 10 aprile, nato con l’obiettivo di riportare al centro del dibattito pubblico il ruolo delle imprese e delle nuove generazioni nello sviluppo locale. Tra testimonianze di successo e confronto politico, l’iniziativa ha acceso i riflettori su temi chiave come fiscalità, innovazione e opportunità per i giovani. Ne abbiamo parlato con Pietro Nevi, segretario provinciale di Forza Italia Giovani a Terni.

Come nasce questo evento e qual è il suo obiettivo principale?
«Questo evento nasce dopo una sorta di rinascita del movimento giovanile, avvenuta a ottobre. Ci siamo posti diversi obiettivi e uno di questi era chiaramente quello di supportare le imprese. Come Forza Italia, l’agevolazione fiscale e il mettere le imprese al centro sono sempre stati punti fondamentali, e anche per noi giovani ternani rappresentano qualcosa di molto importante. L’obiettivo della giornata era dare un focus ai giovani sull’importanza delle imprese e far capire come queste siano la chiave per un futuro migliore e per lo sviluppo del territorio, che non può prescindere da esse. Abbiamo coinvolto imprenditori che hanno spiegato queste dinamiche, illustrando anche le prospettive future delle loro aziende, il loro posizionamento e l’impatto di innovazioni come l’intelligenza artificiale. Abbiamo poi organizzato un secondo panel dedicato agli amministratori, per approfondire come la politica possa e debba interessarsi alle imprese. Secondo noi è fondamentale evitare politiche fiscali eccessive, come riteniamo stia accadendo a livello regionale, e puntare invece su una riduzione delle tasse per sostenere famiglie e imprese».
Se dovesse riassumere l’evento in una frase, quale sarebbe?
«Più imprese, meno tasse: alla base del futuro del territorio».
Come si è formata la squadra di Forza Italia Giovani Terni?
«La squadra nasce da un percorso che parte da lontano, con l’ex segretario provinciale Daniele Marcelli. Nell’ultimo anno, dopo un periodo di interruzione, si è deciso di riprendere in mano il movimento giovanile per dare voce ai tanti ragazzi presenti a Terni. La squadra si è formata a ottobre, con lo spirito di creare qualcosa di positivo per il futuro della città e di portare la nostra voce all’interno delle istituzioni locali. È cresciuta attraverso un lavoro interno, ma anche comunicando e condividendo l’obiettivo di costruire un gruppo che rappresentasse i giovani liberali con la voglia di fare qualcosa per il proprio territorio».
Qual è il punto di forza del vostro gruppo?
«Sicuramente la nostra capacità di collaborare e la forte unità all’interno del movimento giovanile. Questa è la base per un lavoro efficace e per costruire qualcosa di importante. Inoltre, molti ragazzi hanno ruoli precisi e definiti nei vari ambiti che riguardano la città, soprattutto quelli legati ai giovani: questo ci permette di essere organizzati e concreti».

Cosa significa per lei questo progetto?
«Per me questo progetto significa dare qualcosa in più al mio territorio e portare una voce giovanile che spesso manca, sia nei tavoli istituzionali sia nella vita cittadina. È una voce liberale, orientata al futuro, alla crescita economica e anche al rafforzamento del sistema universitario, per rendere la città più attrattiva e capace di accogliere i giovani. Il mio obiettivo, che mi è stato dato quest’estate e che ho fatto mio, è stato prima di tutto creare una squadra forte e numerosa, e poi lavorare sui progetti che ci siamo prefissati, con l’obiettivo finale di aumentare la presenza dei giovani nelle istituzioni. Perché, alla fine, è lì che si fa politica».
Che consiglio darebbe a chi vuole intraprendere un percorso simile?
«A chi vuole intraprendere un percorso simile, quindi impegnarsi in un movimento giovanile o nelle istituzioni, consiglio innanzitutto di farlo. Suggerisco però di scegliere un contesto che permetta davvero di portare idee nuove e fare una politica diversa, che non sia una semplice copia di quella nazionale, ma che sappia aggiungere valore e contribuire concretamente alla costruzione della società del futuro».






