di Mariachiara Manopulo
Terni, nel pomeriggio di venerdì 10 aprile, è stata il cuore di un confronto concreto tra giovani, imprese e istituzioni. Nella sala consiliare di palazzo Spada si è svolto l’incontro promosso da Forza Italia Giovani «Giovani, imprese e amministratori», che ha visto la partecipazione di ragazzi, imprenditori e rappresentanti locali uniti dall’obiettivo di riflettere sul futuro economico e sociale dell’Umbria. Un appuntamento partecipato e ricco di spunti, che ha messo al centro esperienze di successo e prospettive di crescita per le nuove generazioni.
«Nel nostro contesto registriamo criticità evidenti. Da un lato, la mancanza di un polo universitario forte; dall’altro, un mercato del lavoro sempre meno attrattivo, con poche occasioni e un ambiente che spesso non riesce a essere accogliente per chi vuole investire, lavorare e costruire qui il proprio futuro. È proprio da questa consapevolezza che nasce l’iniziativa di oggi», ha spiegato Pietro Nevi, segretario provinciale di Forza Italia Giovani Terni, aprendo i lavori. «Vogliamo aprire una riflessione seria su quale direzione debba intraprendere l’Umbria per tornare a crescere davvero. Una crescita che non sia solo nei numeri, ma che sappia tradursi in prospettive concrete, capace di trattenere talenti e valorizzare chi sceglie di costruire qui il proprio percorso di vita e professionale. Questo significa che le istituzioni, a tutti i livelli, devono sostenere in modo concreto chi fa impresa, riducendo ostacoli e favorendo nuove possibilità. Solo così potremo rendere l’Umbria davvero attrattiva e offrire ai giovani una prospettiva reale: quella di poter scegliere, finalmente, di restare», ha concluso.
Il primo panel ha dato spazio alle esperienze concrete di imprenditori e professionisti, mettendo in luce storie di successo che dimostrano come, anche in contesti complessi, sia possibile innovare e crescere. Un confronto utile per evidenziare buone pratiche e offrire ai giovani esempi reali di impresa e visione. Sono intervenuti Antonio Alunni, presidente di Fucine Umbre, Dominga Cotarella, AD dell’azienda vinicola Famiglia Cotarella, Mirko Trappetti, proprietario di Fattore Umbro e Fabrizio Ascani, responsabile commerciale di Urbani Tartufi. Nel corso degli interventi, gli imprenditori hanno ripercorso le proprie storie personali e familiari, raccontando il percorso delle loro attività, nate spesso da zero, fino al raggiungimento di traguardi importanti che le hanno consolidate come eccellenze del territorio.
Spazio poi agli amministratori locali: i consiglieri regionali Laura Pernazza e Andrea Romizi, Daniele Marcelli, vicesindaco di Avigliano Umbro, ed Elia Franciosa, assessore di Alviano, che hanno sottolineato la necessità di costruire un rapporto più diretto ed efficace tra istituzioni, sistema produttivo e giovani, puntando su meno burocrazia, maggiore sostegno agli investimenti e politiche capaci di rendere l’Umbria più competitiva.
«Ogni anno l’Umbria perde circa 3.000 giovani tra i 18 e i 34 anni, che lasciano la regione per mancanza di opportunità», ha ricordato Laura Pernazza. «Il primo problema è la pressione fiscale, che scoraggia gli investimenti: per questo ho portato avanti in Assemblea una battaglia chiara contro la manovra fiscale regionale, che ha previsto l’aumento dell’addizionale IRPEF e dell’IRAP su famiglie e imprese. Ho lavorato anche su proposte concrete: stop all’esclusione dei professionisti dai bandi, meno burocrazia, maggiore collegamento tra formazione e lavoro. Inoltre, ho promosso il riconoscimento della fibra come infrastruttura essenziale, ottenendo l’approvazione di una risoluzione per interventi, monitoraggi e ristori. Il futuro dei giovani dipende dalla competitività del sistema. Noi di Forza Italia siamo dalla parte di chi investe, crea lavoro e chiede opportunità, non sussidi», ha concluso.
«Io penso che i giovani debbano elaborare idee, saper ascoltare, approfondire e poi costruire proposte da sottoporre anche al partito nazionale», ha detto il portavoce azzurro Raffaele Nevi. «Il movimento giovanile — ha aggiunto — ha una sua autonomia ed è giusto che sia propositivo, che ci dica cosa vogliono davvero i giovani, anche attraverso una loro elaborazione autonoma».
Le conclusioni sono state affidate all’on. Maurizio Casasco, responsabile del dipartimento Economia di Forza Italia, che ha evidenziato le principali sfide economiche globali, sottolineando l’urgenza di investire in innovazione e valorizzare il contributo delle nuove generazioni. «Siamo dentro una grande competizione tra Stati Uniti e Cina, che riguarda non solo l’economia ma anche la tecnologia, l’intelligenza artificiale e il digitale: è lì che si gioca il futuro», ha detto. «L’Europa, invece, fatica: deve trovare più unità e più rapidità. Il punto centrale però è uno: la crescita. Senza crescita economica non regge neanche il sistema sociale. E per crescere servono imprese, industria e soprattutto investimenti in innovazione. L’Italia investe circa l’1,5% del PIL in ricerca, contro il 2,5% della Cina e oltre il 3% degli Stati Uniti. Siamo indietro, anche nel venture capital: siamo una grande economia industriale, ma poco presenti nei settori ad alta tecnologia».
Casasco si è poi rivolto ai giovani, invitandoli a essere protagonisti del cambiamento: «Il mondo sta cambiando: non conta più solo l’esperienza, ma la capacità di muoversi dentro la rivoluzione digitale. Voi avete un vantaggio enorme, perché siete nati in questo contesto. Avete la possibilità di cambiare le regole del gioco, di superare le generazioni precedenti proprio grazie alla vostra familiarità con tecnologia e innovazione. Servono investimenti forti su questi ambiti e una classe dirigente nuova, più giovane e competente», ha concluso.
L’evento è stato quindi un momento di confronto importante, ma anche un’occasione concreta di sintesi tra visioni e competenze diverse. Dalle testimonianze degli imprenditori alle riflessioni del mondo politico è emersa con chiarezza la necessità di rafforzare il dialogo tra istituzioni e sistema produttivo per creare opportunità reali per i giovani. Da Terni arriva così un segnale chiaro: investire sulle nuove generazioni e rafforzare il legame tra istituzioni e imprese è la condizione per costruire un’Umbria più dinamica, competitiva e capace di guardare al futuro con fiducia.






