Sarà un’occasione importante e profondamente legata alla storia del territorio quella che andrà in scena a Marmore sabato 23 agosto. Il Giubileo delle acque, che coincide con il 100° anniversario della sala Montesi, intende celebrare i 2300 anni dell’opera della Cascata delle Marmore, capolavoro di ingegneria idraulica e paesaggio culturale unico al mondo.
L’iniziativa è promossa dalla diocesi di Terni-Narni-Amelia, dalle parrocchie di Marmore e Piediluco, dalle Pro loco dei due centri, dal Dominio collettivo di Piediluco, con il patrocinio del Comune di Terni e di diverse realtà culturali del territorio, tra cui il Centro studi storici, l’Hydra museo multimediale e l’ecomuseo terre d’Hydra.
L’appuntamento principale sarà il convegno di sabato 23 agosto alle 15.30 a Marmore, coordinato dal professor Domenico Cialfi. Interverranno autorità civili e religiose, tra cui il vescovo di Terni-Narni-Amelia, Francesco Antonio Soddu, il parroco di Marmore e Piediluco don Lorenzo Spezia, e studiosi ed esperti come Filippo Filipponi, Miro Virili, don Claudio Bosi, Bruno Vescarelli e Massimo Zavoli. In occasione del centenario della sala Montesi, Zavoli presenterà anche una selezione delle sue opere in acquerello e calcografia, dedicate al contesto paesaggistico e culturale delle Marmore.
Il programma non si limiterà al convegno. Sabato 30 agosto, sempre alle 15.30, è previsto un pellegrinaggio da Marmore a Piediluco lungo le vie d’acqua di San Francesco d’Assisi, che proprio in questi luoghi visse e predicò. L’arrivo sarà segnato da una messa solenne celebrata da monsignor Soddu.
Il Giubileo delle acque intende valorizzare la lunga storia della Cascata, frutto non di un fenomeno naturale ma di un ‘artifizio’ umano che affonda le radici nell’età romana, quando Manio Curio Dentato avviò nel 275 a.C. la bonifica della piana reatina con il taglio del Cavo Curiano. Da allora l’opera idraulica è stata oggetto di continui interventi: dalle abbazie medievali ai progetti rinascimentali dello Stato Pontificio (con protagonisti come Antonio da Sangallo il Giovane e Giovanni Fontana), fino all’imponente sistema idroelettrico del novecento voluto dalla Società Terni. Un filo rosso che lega ingegno, fede e paesaggio, e che oggi si traduce in un bene culturale vivente, candidato a diventare patrimonio Unesco.
Il 2025, anno giubilare, diventa così occasione per riflettere non solo sul valore spirituale dell’acqua ma anche sul contributo della Chiesa, dei monasteri e delle comunità locali che nei secoli hanno reso possibile la continuità e la valorizzazione dell’opera della Cascata.






