Sono 19 i ‘Comuni ricicloni’ dell’Umbria nel 2025, tre in più rispetto allo scorso anno. Nessun centro sopra i 20 mila abitanti rientra però nella classifica. I dati sono stati presentati venerdì al teatro Pavone di Perugia in occasione della nona edizione dell’EcoForum regionale di Legambiente Umbria.
L’indice di riciclo regionale si attesta al 56,4%, in crescita dello 0,8% rispetto al 2023, un valore già in linea con i target nazionali fissati per il 2025 (55%). «Quantità e qualità delle raccolte vanno di pari passo, altrimenti le filiere di riciclo non possono essere attivate», ribadiscono dall’associazione, sottolineando come il parametro decisivo resti la qualità della frazione organica.
Per entrare nella classifica, infatti, occorre superare il 72% di raccolta differenziata e garantire una qualità dell’organico con almeno il 95% di materiale compostabile (massimo 5% di frazione non compostabile). Proprio questo criterio ha escluso 15 Comuni che, pur avendo percentuali di differenziata elevate, non raggiungono gli standard qualitativi richiesti: tra questi Bastia Umbra, Perugia, Torgiano e Terni.
I ‘Comuni ricicloni’ sotto i 5 mila abitanti sono: Calvi dell’Umbria, Otricoli, Arrone, Montefranco, Attigliano, Ferentillo, San Gemini, Montecastrilli, Penna in Teverina, Lugnano in Teverina, Giove e Valfabbrica. Tra 5 mila e 20 mila abitanti: Narni, Amelia, San Giustino, Todi, Magione, Castiglione del Lago e Passignano sul Trasimeno. Nessun Comune sopra i 20mila abitanti. Calvi dell’Umbria e Otricoli sono stati premiati anche a livello nazionale come ‘Comuni rifiuti free’, riconoscimento assegnato ai centri che producono meno di 75 chili pro capite annui di rifiuto indifferenziato.
All’EcoForum è intervenuto anche l’assessore regionale all’Ambiente, Thomas De Luca, che ha richiamato «la necessità di ridurre i costi per famiglie e imprese, diminuire il conferimento in discarica e creare occupazione attraverso l’economia circolare. Il percorso si inserisce nella nuova legge regionale sull’economia circolare, attualmente in fase di consultazione, con obiettivi più ambiziosi per Comuni e gestori».
Secondo il rapporto GreenItaly 2025, in Umbria i green jobs rappresentano quasi il 35% dei nuovi contratti e quattro imprese su dieci hanno investito in prodotti e tecnologie green negli ultimi cinque anni, a conferma di un settore in crescita che guarda alla sostenibilità come leva di sviluppo.


















