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Home » Il ‘travaglio’ testimone della storia di un territorio: memorie da Colle Olivo

Il ‘travaglio’ testimone della storia di un territorio: memorie da Colle Olivo

Ferentillo - Lo storico Favetti parte dal manufatto presente accanto la chiesa di San Michele Arcangelo per ricordare il tempo che fu

di Fabio Toni
16 Settembre 2025
in Cultura
Tempo di lettura: 2 minuti di lettura
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Oggetti, usi e costumi ancora presenti nel territorio e che difficilmente si riesce a cancellare dalla memoria di chi un tempo ne ha visto l’utilizzo, come in questo caso del ‘travaglio’ più comunemente chiamato, nel gerco popolare, ‘traglio’. «Tutti i piccoli centri montani ne avevano uno – afferma lo storico di Ferentillo, Carlo Favetti -. Nella foto inviata da Giovanni di Colle Olivo, il travaglio è situato vicino alla chiesa di San Michele Arcangelo. Parliamo di un attrezzo realizzato con pali di legno dove venivano portati dapprima i buoi per essere ferrati. Successivamente anche gli altri animali da soma, ovvero da trasporto, come muli, cavalli, somari etc. Gli abitanti – prosegue – raccontano che nella gioventù passata era un piacere vedere gli adulti che ferravano le bestie in queste strutture. La ferratura avveniva con appropriati attrezzi, mentre gli animali venivano bloccati all’interno per lavorare liberamente sugli zoccoli. Come accennato, parliamo di bovini ed equidi utilizzati per il trasporto di materiali come il legname e le olive. Gli abitanti della frazione erano dediti alla coltivazione degli olivi su terrazzamenti ed essendo quello di Colle Olivo un territorio impervio, erano sfruttati gli animali da soma per il trasporto anche di concimi, pietre e materiale per le edificazioni di case e stalle».

Asini e muli erano utilizzati – osserva Favetti – «anche come mezzo di trasporto delle persone, prima che il Comune e il consorzio dei residenti (siamo attorno alla fine degli anni ’70) realizzassero la strada per raggiungere a valle il paese di Monterivoso, dove erano situati i negozi di alimentari ma anche la scuola per i bambini. Con la realizzazione della strada carrozzabile, l’uso degli animali da trasporto andò scemando e, di conseguenza, anche il travaglio fu messo in ‘pensione’, anche se utilizzato in minima parte. Oggi strutture del genere – conclude Favetti – ancora si possono scorgere in piazzole lungo le vie o sentieri montani, divenendo addirittura un monumento ambizioso, oggetto per selfie da parte di escursionisti e appassionati di tradizioni rurali».

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