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Home » Immigrazione, ‘Empatic’ per l’integrazone

Immigrazione, ‘Empatic’ per l’integrazone

di Marco Torricelli
10 Febbraio 2015
in Attualità
Tempo di lettura: 2 minuti di lettura
Un immigrato al lavoro

Un immigrato al lavoro

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Promuovere il dialogo interculturale tra società di accoglienza e comunità straniere. È l’obiettivo del progetto ‘Empatic: Empowerment associazioni e volontari immigrati per la comunità’ pensato per favorire l’integrazione tra immigrati e cittadini umbri attraverso momenti di condivisione, partecipazione e progettazione di attività nei quartieri in cui convivono.

Il progetto, finanziato dal Ministero dell’Interno con il Fondo europeo per l’integrazione di cittadini di Paesi terzi, è stato messo in campo dal’Associazione nazionale comuni italiani (Anci) dell’Umbria in partenariato con le cooperative sociali Asad, Nuova dimensione, Polis e l’associazione di cooperative Noità e ha visto l’adesione dei Comuni di Perugia, Terni, Corciano e Torgiano.

Il progetto Con Empatic si prevede di riuscire a coinvolgere circa 5mila immigrati tra stranieri regolarmente soggiornanti sul territorio umbro e titolari di permesso di soggiorno per motivi umanitari e non rientranti nel Fondo europeo rifugiati. Il progetto sta anche consentendo di fare una mappatura delle associazioni di stranieri presenti nei territorio coinvolti. Il lavoro, già avviato nei territori coinvolti, è stato presentato a Perugia da Edi Cicchi e Francesca Malafoglia, assessori alle politiche sociali rispettivamente del Comune di Perugia e di Terni.

Cicchi «È necessario sempre di più – ha detto Edi Cicchi – che si crei quel dialogo tra culture senza rinunciare alla propria. Si tratta di una forma di integrazione che può consentire di parlare con cittadini italiani e stranieri per la costruzione della città che ognuno immagina». Empatic parte, dunque, da un coinvolgimento attivo e ha interessato, nei due capoluoghi di provincia, i quartieri a più alta incidenza di cittadini stranieri. A Perugia quelli di Pallotta e fonti, Fontivegge Ottagono Madonna Alta, Ponte Felcino e in parte Ponte San Giovanni e Castel del Piano; a Terni il quartiere Villaggio Italia.

Le iniziative Quatto le macro azioni previsti: la prima ha comportato l’individuazione delle aree di attività e le altre riguardano interventi di mediazione, gestione dei conflitti interculturali con approccio peer to peer e partecipazione attiva alla vita pubblica locale. In ogni quartiere è nato un tavolo di coordinamento che si riunisce periodicamente e nel quale siedono insieme italiani e stranieri per partecipare con la rete territoriale coinvolta (istituzioni, associazioni di immigrati, di quartiere, di commercianti) alle decisioni sulle attività da svolgere, partendo da progettazione e programmazione fino alla loro realizzazione. Laboratori, momenti di scambio, feste etnico culturali, cene di quartiere, mercatini del baratto, animazione, giochi, eventi sportivi alcune delle iniziative.

Malafoglia Tra le altre, l’organizzazione di eventi, già sperimentata a Ponte Felcino e prossimamente prevista a Terni, con la metodologia dell’open space che permette di strutturare l’incontro in modo che i partecipanti si sentano liberi di proporre argomenti da trattare. «Empatic – ha detto Malafoglia – è una grandissima occasione perché ci dà modo di ragionare sul tema dell’immigrazione e per il metodo strategico che ha assunto. Infatti quello del confronto partecipato nella gestione e nella discussione è fondamentale per le politiche di integrazione. Cuore centrale del progetto da cui ci attendiamo grandissimi risultati è quello dell’open space scelto come metodo di lavoro così che tutti possano avere un’evidenza immediata del loro senso di partecipazione».

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