Imprenditore morto dopo le dimissioni dal pronto soccorso: giovedì l’autopsia
Due medici – uno dell’ospedale ‘San Matteo degli Infermi’ di Spoleto e l’altro del ‘San Giovanni Battista’ di Foligno, entrambi Usl2 – sono stati iscritti nel registro degli indagati dalla procura della Repubblica di Spoleto – titolare del fascicolo è il pm Michela Petrini – a seguito della morte dell’imprenditore 65enne Nicola Gelmetti, avvenuta poche ore dopo le dimissioni dello stesso dal pronto soccorso del nosocomio. A renderlo noto in un comunicato è il procuratore facente funzioni, Vincenzo Ferrigno. «All’esito dell’esame della cartella clinica sequestrata e di una preliminare interlocuzione con il consulente tecnico nominato dal pubblico ministero – si legge -, sono stati iscritti nel registro degli indagati due medici. Su richiesta del consulente l’autopsia è stata posticipata a venerdì 9 febbraio ed è stata anche disposta una consulenza per accertamenti tossicologici». Il Gelmetti, professionista molto conosciuto a Spoleto e non solo, era stato trasportato in ospedale dal 118 in seguito ad un malore accusato fra il tardo pomeriggio e la prima serata di sabato 3 febbraio. Poco dopo la mezzanotte era stato dimesso dal pronto soccorso, essendo migliorate le sue condizioni. Nel corso della notte seguente però – aveva anche tentato di lanciare un allarme intorno alle 5 con una telefonata – l’uomo è morto nella sua abitazione e la tragica scoperta è stata fatta al mattino dal figlio e da un collega. Una vicenda che ha spinto i familiari del 65enne a sporgere denuncia ai carabinieri, facendo scattare le indagini coordinate dall’autorità giudiziaria.
L’incarico e la precisazione
Giovedì, intanto, sempre la procura di Spoleto rende noto che «è stato conferito l’incarico al consulente tecnico per lo svolgimento dell’esame autoptico, al fine di accertare la causa e i mezzi che hanno cagionato la morte del paziente e l’eventuale esistenza di condotte commissive o omissive da parte dei sanitari che abbiano contribuito a determinare il decesso. È stato anche disposto – aggiunge la procura – il prelievo di campioni utili al successivo esame tossicologico». Circa i medici indagati, il procuratore Ferrigno spiega che «attualmente risultano sottoposti ad indagine il medico che ha avuto in cura la vittima dal momento dell’ingresso al pronto soccorso presso l’ospedale di Spoleto fino alle dimissioni, nonché il cardiologo che ha redatto il referto dopo la lettura dell’ecocardiogramma, in servizio quest’ultimo presso l’ospedale di Foligno».






