L’intelligenza artificiale entra nelle scuole superiori di Terni con un obiettivo chiaro: «Capirla davvero, per usarla bene». A dirlo sono i promotori del progetto Aibc, un percorso formativo rivolto alle classi quinte di cinque istituti della provincia, nato dall’iniziativa dell’associazione Genitori Terni e dell’associazione Lumen. «Il progetto – spiegano – è stato reso possibile grazie al sostegno dell’associazione Claudio Conti, vincitrice di un bando della fondazione Carit su volontariato ed educazione civica, che ha scelto di investire proprio su questo tema portandolo direttamente nelle scuole».
«Non vogliamo insegnare ai ragazzi a usare i singoli strumenti digitali – sottolineano i promotori – perché quelli cambiano rapidamente. Il nostro obiettivo è fornire una comprensione solida di cosa sia davvero l’intelligenza artificiale: come funziona, quali logiche la governano e quali implicazioni etiche comporta». Il percorso ha preso avvio nelle scorse settimane e coinvolge le classi quinte del liceo scientifico Donatelli, del liceo classico Tacito, dell’itt Allievi Sangallo, dell’istituto Casagrande Cesi e dell’Ipsia di Terni. Un’iniziativa che si inserisce pienamente nelle competenze di educazione civica, affrontando temi come la responsabilità digitale, il pensiero critico, il rapporto tra essere umano e tecnologia e la sostenibilità dell’innovazione.
Dai primi questionari somministrati agli studenti emerge un quadro definito «interessante e per certi versi rivelatore. I ragazzi dimostrano una sensibilità genuina riflettono sul ruolo umano nell’uso dell’IA, percepiscono la velocità con cui questa tecnologia si sta sviluppando e intuiscono che non si tratta di un fenomeno neutro». Allo stesso tempo, però, «molti faticano a definire con precisione cosa sia l’intelligenza artificiale, come funzioni e su quali basi operi». Un dato che, secondo gli organizzatori, conferma la necessità di andare oltre l’uso pratico dei tool. «Saper usare uno strumento non significa capirlo. E non capirlo significa non poterne valutare davvero le conseguenze».
Gli incontri sono condotti da un team multidisciplinare composto da Giulia Valentini, AI literacy specialist con certificazione Ibm e iscritta alla Società italiana di etica dell’IA; Maurizio Valentini, docente laureato in filosofia ed esperto in etica dell’IA e dell’informazione; Massimiliano Maria Mattei, programmatore con competenze nello sviluppo software e nell’IA. L’associazione Genitori Terni guarda già oltre questa prima fase. «Ci auguriamo che il percorso possa estendersi a tutte le scuole del territorio. L’IA non è un argomento di nicchia per pochi appassionati di tecnologia: è una realtà trasversale che attraversa ogni ambito della vita, del lavoro e della società. La formazione sull’intelligenza artificiale non è un optional. È una priorità educativa del nostro tempo».






