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Home » Interrotta un’altra serata musicale al Mirò. Lusi: «Ora basta»

Interrotta un’altra serata musicale al Mirò. Lusi: «Ora basta»

di Redattore
22 Novembre 2021
in Attualità, Opinioni
Tempo di lettura: 3 minuti di lettura
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di Antonio Lusi
Circolo Culturale Mirò

«Fa male molto male vedere andare via mestamente dal locale che gestisci, clienti/amici/soci, dopo essere stati controllati dalla polizia locale, dopo che la stessa ha interrotto bruscamente una serata musicale fra pochi amici».

«Fa male che la stessa sia intervenuta ancora una volta in seguito alle lamentele dei soliti noti che lamentano un disturbo alla loro quiete pressoché inesistente. Semplicemente si affacciano dalle loro finestre, odono qualche sibilo provenire dal sottostante parco e cominciano a chiamare a ripetizione qualsiasi forza di polizia disponibile. Purtroppo è così ogni qualvolta che proviamo a fare musica, non passa un sabato che non arrivi una qualche pattuglia, anche se devo dire per onestà intellettuale, che le forze dell’ordine che giungono sul posto, si limitano a dirci al massimo di abbassare un po’ per poi andarsene».

«Ieri sera invece ho dovuto mio malgrado assistere ad un film già visto troppe volte prima del Covid. Ordine perentorio di spengere la musica per poi passare al controllo green pass è si oggi c’è anche quello. Tutto regolare, carta verde esibita da tutti quella a cui è stata chiesta, ma minaccia di sanzioni perché udite, udite in quattro fra l’altro dello stesso nucleo familiare, ballavano senza mascherina. Come se non bastasse, si è passati alla verifica della tessera societaria di Mirò, peccato fosse una festicciola organizzata da noi insieme ad un nostro socio e quindi sostanzialmente privata, ovvero senza obbligo degli invitati ad essere soci».

«Insomma anche questa volta i denunciatori seriali di cui si sa perfettamente nome e cognome, l’hanno spuntata. Non sia mai che abbiano chiamato le forze dell’ordine per denunciare tutte le nefandezze che in quel parco erano all’ordine del giorno prima del nostro arrivo. Pensate sia stato semplice cacciare quella marmaglia di delinquenti abituali che usavano quell’area per fare bellamente il loro porco comodo? La risposta è no, abbiamo dovuto fare un lavoro quotidiano pazzesco e senza alcun aiuto. Pensate sia facile per me, vedere la propria moglie piangere e stare male dopo tutto quello che fa in quel maledetto parco? e vedere tutti questi sforzi vanificati per colpa di due personaggi la cui cattiveria conosce tutto il quartiere?».

«E’ normale che io a 52 anni, incensurato debba costantemente avere a che fare con le forze di polizia, dare loro i miei documenti come fossi un criminale? Ma soprattutto, è normale a distanza di circa tre anni dal nostro insediamento, che nessuno vada a riscontrare e documentare ufficialmente se questi rumori esistono e qualora esistessero se superano i parametri stabili per legge? È possibile che questi soggetti non consentano ad Arpa, di fare i propri rilevi, ma allo stesso tempo possano continuare impunemente ad impedirci qualsiasi iniziativa?»

«Lo scorso mese di luglio tanto per dirne una, misero in allerta i carabinieri, dicendo loro che all’interno del parco era in atto un mega assembramento con migliaia di persone. Arrivano con due macchine e otto militari, costatando di fatto che le persone effettive non superavano le 20/30 unità tutte regolarmente sedute. Il maggiore in grado dei carabinieri, mi chiese se avevo idea di avesse chiamato per segnalare questa falsità, ed io feci un nome che guarda caso risultava essere corretto e a quel punto i militari dell’arma si recarono presso la sua abitazione per redarguirlo/a, anche perché il procurato allarme in questo paese è un reato. Ho fatto solo un semplice esempio per significare in quale modo siamo costretti ad operare, anche se giunti a questo punto bisognerà necessariamente prendere delle contro misure, ovvero farci tutelare da un legale, con conseguente ulteriore esborso di denaro».

«Semplicemente non ne possiamo più e con noi non ne può più tutti coloro che nonostante tutto continuano a frequentare Mirò. Si sono stancati e li capisco, uno dopo avere lavorato tutta la settimana esce per staccare un po’ e non si può trovare sempre al cospetto di problemi inesistenti. Avremo ricevuto almeno un centinaio di controlli se non di più e mai ci è stato elevato un verbale e questo dovrebbe dirla lunga sul nostro modus-operandi comunque sempre attento, abbiamo tolto il sub-woofer, isolato una parete, casse tarate a 4 su 10 e non basta, non basta mai».

«Se togli anche la musica al circolo non rimane nulla per cui valga la pena andare avanti. Sinceramente non so come potere andare avanti, se fare o meno altre serate, ma qualora decidessimo di farle, chi vuole bene a Mirò, bisogna che partecipi pur sapendo che di punto in bianco la serata possa essere interrotta e quindi ho deciso di prendere una decisione una volta ascoltati i vostri commenti.
L’unica cosa che ci è rimasta e a cui teniamo davvero è il vostro bene e finché ci sarà quello lotteremo come leoni».

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