di Giovanni Cardarello
Una bottiglia andata a ruba, un liquore alle erbe che in poche ore è diventato un fenomeno di culto: l’Amaronno, l’amaro ispirato al finto santone Padre Maronno, è il risultato geniale della fusione tra la comicità dissacrante di Maccio Capatonda e la maestria liquoristica dell’Umbria più autentica.
Dietro il successo virale dell’Amaronno si cela un’eccellenza del territorio ternano: il liquorificio Vallenera di Maurizio Cappelletti, in strada di Piedimonte a Terni. Maccio Capatonda (al secolo Marcello Macchia) non ha avuto dubbi: per il suo progetto aveva bisogno di un prodotto artigianale e di altia qualità. E l’Umbria, con la sua tradizione erboristica, ha risposto presente.

La formula? La descrive, nel dettaglio, ‘Il Corriere dell’Umbria’ in un articolo a firma di Antonio Mosca. Un’infusione naturale di erbe, radici e fiori autoctoni che dà vita a un liquore descritto come «un po’ più dolce e meno ‘maschilista’» rispetto ai classici amari, pensato per piacere a tutti, proprio come la comicità di Capatonda. L’etichetta, poi, è la ciliegina sulla torta: il celebre santone stilizzato che in una serie di gag esilaranti è diventato un’icona del web.
Il tam tam è iniziato sul web, ma la prima ‘prova del fuoco’ è avvenuta in un tempio sacro della musica umbra. Già in occasione di Umbria Jazz, l’amaro aveva dimostrato il suo potenziale, raccogliendo un inatteso successo. La vendita online successiva ha polverizzato ogni previsione: Mille bottiglie vendute in poche ore, con il sito che registrava il ‘sold out’ prima di cena.
«È stata una gran bella soddisfazione poter lavorare a questo progetto» hanno commentato a ‘Il Corriere dell’Umbria‘ dall’azienda Vallenera. Azienda, peraltro, premiata come miglior liquorificio regionale per il terzo anno consecutivo all’Umbria Food Award. Una garanzia di qualità che ha convinto Capatonda, il quale ha continuato la collaborazione per lanciare anche altri prodotti, come l’amaro ‘Cenere’ e un ‘Gin’. Chi dopo la prima ondata di vendite è rimasto a bocca asciutta può stare sereno. Il ‘miracolo’ dell’Amaronno, infatti, non resterà un caso isolato ma si ripeterà. Le scorte stanno per essere rifornite e la vendita online riprenderà a gennaio 2026. Un brindisi che profuma di erbe umbre e risate virali.
Visualizza questo post su Instagram






