di Giovanni Cardarello
Si è spento Luciano Zeetti, l’uomo che aveva il dono di far tornare bambini gli adulti e di incantare i più piccoli con storie d’altri tempi. Fondatore del celebre ‘Museo del giocattolo’ di Perugia, Zeetti era una figura iconica della cultura cittadina: un sapiente artigiano della memoria più dolce, quella ludica, che aveva dedicato la sua vita a salvare dall’oblio i sogni di intere generazioni.
Dall’architettura alla magia del restauro
Prima di essere il ‘papà’ del museo, Zeetti era un apprezzatissimo architetto. E quella precisione a metà tra il tecnico e l’artigianale, unita all’amore per il ‘fare’, lo avevano accompagnato anche nella sua seconda vita da collezionista, anzi da «raccoglitore» come amava definirsi. Non si limitava infatti a collezionare oggetti: Zeetti era un restauratore finissimo, capace di riparare meccanismi centenari, ridando voce a carillon muti e moto a trenini di latta arrugginiti nel suo laboratorio a Borgo Bello.
Proprio nel quartiere di Borgo Bello il suo ricordo è oggi più vivo che mai. Sui social: l’associazione di quartiere e decine di cittadini lo ricordano come un «vicino prezioso», un uomo mite e coltissimo, sempre pronto a condividere un aneddoto davanti a una vecchia lanterna magica o a una bambola di porcellana.
Un tesoro nell’ex fornace
Il trasferimento nel 2012 della collezione nell’ex fornace di San Marco, dopo essere stata a piazza del Circo, via degli Archi, Ramazzano e Ripa, ha segnato la consacrazione del suo sogno. Un percorso espositivo di oltre 2 mila pezzi che spazia dal Settecento agli anni ’80, oggi portato avanti con dedizione dalla figlia Giulia. Per Zeetti il museo non era un luogo polveroso, ma uno spazio di didattica interattiva. «Il gioco è il linguaggio che unisce i nonni ai nipoti»: un ponte generazionale che percorreva costantemente con la curiosità del pascoliano ‘fanciullino’.
L’omaggio della città
La notizia della sua scomparsa ha generato un’immediata ondata di affetto. Dai gruppi storici della ‘peruginità’ ai profili social istituzionali, il coro è unanime: Perugia perde un sognatore, un uomo che ha saputo trasformare una passione privata in un patrimonio pubblico d’eccellenza, riconosciuto anche a livello nazionale.
Con Luciano Zeetti se ne va un pezzo della Perugia più autentica, quella che sa guardare al passato con rispetto per costruire un futuro più umano. Resta però la sua eredità più grande: quel museo dove, tra un soldatino di piombo e una locomotiva a vapore, sarà sempre possibile ritrovare un pizzico di quella magia che ha custodito per tutta la vita.
Per chi volesse rendere omaggio a Luciano Zeetti, la camera ardente sarà aperta giovedì 26 marzo, dalle ore 16 alle 19 presso la Casa Funeraria Passeri in via Donizetti, a San Sisto. Il commiato finale, invece, è previsto per venerdì 27 marzo, alle ore 16 nel tempio crematorio di Perugia.







