di Giovanni Cardarello
La situazione meteorologica sull’Umbria, pur presentandosi oggi, sabato 23 maggio, molto simile a quella dei giorni scorsi, si trova alla vigilia di un radicale e repentino cambiamento. Al momento, spiega la pagina Facebook ‘Perugia Meteo‘, la nostra regione è interessata dalla parte orientale di una zona di alta pressione che convoglierà, ancora per circa 48 ore, correnti più fresche di grecale. Questo flusso continuerà a mantenere l’aria secca e le temperature minime su valori decisamente accettabili, gradevoli sia in pianura che nelle aree collinari.
Temperature in salita
Ma l’assetto barico sta per mutare. Già dalla giornata di domenica 24 maggio, e in modo ancor più marcato e strutturato a partire da lunedì 25, si assisterà a una rotazione dell’alta pressione lungo i paralleli. Questo movimento, spiega Michele Cavallucci nel post di ‘Perugia Meteo‘, sposterà gradualmente masse d’aria molto calda di chiara origine subtropicale proprio verso l’Italia centrale e quindi l’Umbria. Il risultato sarà un sensibile e progressivo aumento delle temperature massime, che saliranno di ben 4-5°C rispetto ai valori registrati nella giornata venerdì 22 maggio. L’incremento non risparmierà i valori minimi e sarà accompagnato da un deciso aumento del tasso di umidità nei bassi strati, dinamica che accentuerà la sensazione di afa, finora praticamente assente anche durante le ore più calde.
Instabilità in vista
Ma, come si evince dai bollettini ufficiali della Protezione Civile regionale e dell’Aeronautica Militare, un possibile stop potrebbe profilarsi da giovedì 28 maggio. I modelli matematici, infatti, intravedono l’insorgere di condizioni di instabilità pomeridiana nelle zone interne, con il rischio di qualche locale rovescio o temporale ‘di calore’. L’intero scenario continuerà a svilupparsi in un robusto contesto anticiclonico che, secondo le attuali proiezioni, potrebbe perdurare almeno fino ai primi giorni del mese di giugno.
L’impatto sull’Umbria
L’effetto di questa ondata di calore non sarà tuttavia omogeneo e si manifesterà con sfumature diverse a seconda delle caratteristiche morfologiche dei nostri comprensori. A pagare il ‘prezzo’ più alto in termini di afa e temperature pure saranno, come di consueto, le vallate e le pianure interne.
Nella Valle Umbra, l’ampio corridoio che si estende da Bastia Umbra a Spoleto, passando per Assisi e Foligno, la progressiva rotazione dell’anticiclone finirà per azzerare la ventilazione, favorendo il ristagno dell’umidità nei bassi strati e un incremento sensibile della percezione del calore.
Una dinamica molto simile toccherà da vicino anche la Conca Ternana, con Terni e Narni destinate a posizionarsi tra i settori più caldi dell’Umbria: qui la particolare conformazione del territorio amplifica il disagio bioclimatico, rendendo il clima decisamente afoso e privo di vento già da inizio settimana.
Spostandosi verso nord, tra Perugia e Città di Castello, si vivranno le ultime ore ventilate e relativamente fresche prima di un’impennata termica decisa che renderà le ore centrali della giornata del 23 maggio particolarmente opprimenti, sia nel capoluogo sia lungo l’alta valle del Tevere.
Anche nei comuni del lago Trasimeno, dopo una prima fase mitigata dalle brezze locali, lo sblocco subtropicale farà impennare i tassi di umidità specifica; il mix tra l’evaporazione dello specchio d’acqua e la compressione dell’aria genererà un clima spiccatamente afoso lungo le sponde.
Più a sud, i comprensori collinari di Orvieto e Todi vedranno svanire rapidamente la ventilazione secca lasciando spazio all’afflusso caldo che scalderà velocemente la rupe orvietana e il tuderte, spingendo le massime ben oltre i valori normali del periodo.
Le uniche parziali eccezioni alla morsa del caldo si registreranno nelle aree a ridosso dell’Appennino. Nel territorio di Gubbio e dell’Alto Chiascio la ventilazione da nord-est legata al grecale insisterà un po’ più a lungo, garantendo ancora minime notturne ‘frizzanti’ prima dell’inevitabile aumento termico di inizio settimana, che si manterrà comunque su picchi massimi leggermente più contenuti rispetto alle pianure occidentali.
Infine la Valnerina si confermerà come l’oasi relativamente più fresca dell’Umbria, specialmente nei fondovalle durante le ore notturne e il primo mattino. Anche in questa vallata il riscaldamento della colonna d’aria si farà comunque avvertire da lunedì 25 maggio, ma l’attenzione qui si sposterà soprattutto su giovedì 28, quando aumenterà il rischio di locali rovesci o temporali pomeridiani da calore nelle zone interne.






