di Giovanni Cardarello
La nottata tra domenica 29 e lunedì 30 marzo ha fatto segnare temperature minime decisamente pungenti, con il termometro sceso sotto lo zero o rimasto molto vicino a tale soglia in gran parte dell’Umbria. Tuttavia, il temuto spettro di gelate estese e distruttive per l’agricoltura è stato scongiurato da un alleato inaspettato: il vento di grecale.
Come spiega la pagine Facebook ‘Perugia Meteo‘, grazie alla ventilazione costante unita al passaggio di alcune velature che hanno limitato l’irraggiamento termico, il gelo ha colpito in modo significativo solo le zone sottovento e le conche appenniniche già innevate. Sebbene non si possano escludere danni puntuali alle colture più sensibili laddove l’aria secca ha favorito cali termici più bruschi, l’impatto generale dovrebbe risultare contenuto. Ma attenzione, perché il quadro meteorologico sta per subire un nuovo, drastico scossone.
L’irruzione ai aria russa: Umbria spaccata in due
Dopo un inizio di settimana caratterizzato da cieli grigi ma asciutti, da martedì 31 marzo l’inverno tornerà a ruggire. Un impulso di aria fredda direttamente dalla Russia, infatti, rinvigorirà una depressione già attiva al sud, scavando un profondo minimo barico sulla Puglia. Questa configurazione attiverà correnti gelide e impetuose di nord-est che investiranno anche l’Umbria, creando scenari profondamente diversi tra est e ovest. Vediamoli nel dettaglio.
Il viaggio nel territorio umbro: dalle bufere al vento di caduta
Il cuore del maltempo batterà con forza lungo la dorsale appenninica. Tra Gubbio, l’Alto Chiascio e la Valnerina, il cosiddetto effetto ‘stau’ – stagnazione – trasformerà le correnti russe in nevicate intense e continue. I monti Sibillini, in particolare, saranno l’epicentro di questa fase. Qui sono previsti accumuli di neve abbondanti che andranno a sommarsi a quelli dei giorni scorsi, con i fiocchi che potrebbero spingersi fino ai fondivalle esposti ad est, sul versante marchigiano.
Scendendo verso la Valle Umbra, il paesaggio tra Assisi, Bastia, Foligno e Spoleto sarà dominato da un clima crudo e ventoso. Qui il grecale soffierà con raffiche di burrasca, portando con sé un freddo tagliente e precipitazioni più irregolari, ma con una percezione termica decisamente sotto lo zero. Anche la Conca Ternana, con Terni e Narni in prima fila, dovrà fare i conti con una ventilazione molto sostenuta e cieli turbolenti, pur restando parzialmente protetta dai fenomeni nevosi più consistenti.
Spostandoci verso i settori centro-occidentali, l’Appennino agirà come una vera e propria barriera. A Perugia e Città di Castello, così come nell’area del Trasimeno, il tempo si manterrà instabile e molto freddo ma con precipitazioni scarse o del tutto assenti, lasciando spazio a schiarite alternate a nubi basse spinte dal vento. Infine tra Orvieto e Todi la sensazione di pieno inverno sarà affidata quasi esclusivamente alle raffiche gelide che spazzeranno le colline, mantenendo il cielo più aperto ma il clima rigidissimo.
Prospettive fino a giovedì 2 aprile
Questa fase di blocco atmosferico ci accompagnerà almeno fino a giovedì 2 aprile. Saranno giornate di attesa e monitoraggio, specialmente per la tenuta dei settori agricoli e per la viabilità sui valichi appenninici, messi a dura prova dalle bufere.






