La compatibilità fra la bellezza naturale di un luogo che invita a tuffarsi e a trascorrere ore piacevoli, specie d’estate, e la presenza di impianti importanti dal punto di vista dello sfruttamento delle acque. L’ultimo episodio critico, datato 27 agosto, in cui una giovane donna la propria tavola da sup gonfiabile ha rischiato seriamente nelle acque delle Gole del Nera, ha fatto tornare d’attualità un tema che, dopo l’accaduto, è stato sottolineato con una lettera anche da Enel Green Power – titolare delle concessioni relative agli impianti idroelettrici in quel tratto di fiume – attraverso il proprio direttore Monica D’Aco. Che chiede «provvedimenti a tutela della sicurezza presso le opere idroelettriche sul fiume Nera».
Nella missiva, diretta a Comune di Narni, Regione Umbria, Provincia di Terni e carabinieri, Enel Green Power riepiloga brevemente il fatto del 27 agosto – decisivo l’intervento dei militari dell’Arma e di personale della centrale idroelettrica di Nera Montoro – con l’intervento dei carabinieri «a seguito della segnalazione di una persona in difficoltà lungo il corso del fiume Nera: la stessa, partendo dall’area delle Mole con una tavola sup, è stata trascinata dalla corrente in prossimità delle opere idroelettriche della centrale (sbarramenti e opere di restituzione), fermandosi fortunatamente senza conseguenze gravi nei pressi dello scarico della vasca
sinistra. Analoghe criticità osserva il direttore di EGP – sono state rilevate nella medesima giornata (il 27 agosto, ndR) presso la diga della Morica, dove sono stati avvistati canoisti, persone su sup e nuotatori in prossimità della griglia di presa, lungo gli argini e addirittura nei pressi delle paratoie di scarico».
«Episodi di questo tipo – prosegue la missiva – evidenziano una situazione di grave rischio per l’incolumità delle persone che, in assenza di chiare regolamentazioni nei tratti di fiume interessati dagli impianti idroelettrici, accedono liberamente alle aree limitrofe alle infrastrutture. Alla luce di quanto sopra, e in considerazione della presenza di impianti idroelettrici dotati di sbarramenti, opere di presa e opere di restituzione, chiediamo che le autorità competenti adottino idonei provvedimenti volti a interdire la navigazione e qualsiasi altra attività lungo i tratti di fiume adiacenti agli impianti, e comunque a vietare l’avvicinamento a meno di 100 metri da ogni opera idraulica e infrastrutturale per motivi di sicurezza».
In riferimento alla notizia sulla lettera di Enel Green Power, la società elettrica precisa di non aver mai scritto che «i bagnanti sono a rischio», bensì di «aver segnalato la necessità, per quanto riguarda la navigazione con qualsiasi mezzo adibito allo scopo, che l’attività si svolga a distanza di almeno 100 metri da ogni opera idraulica e infrastrutturale, come previsto dalle policy di sicurezza per gli ecosistemi fluviali con presenza di strutture e impianti idroelettrici».
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