di Giovanni Cardarello
Ci sono viaggi che nascono per spostarsi e viaggi che nascono per trovarsi. Quello di Carlo Caso, giovane narnese doc, appartiene senza dubbio alla seconda categoria. La sua è una sfida che profuma d’altri tempi: volare fino in Cina per poi intraprendere il lunghissimo percorso verso casa, a Narni, tutto rigorosamente sui pedali.
Un ponte tra l’Umbria e l’Oriente
L’avventura di Carlo, come spiega ‘Il Corriere dell’Umbria‘ in un articolo a firma di Chiara Rossi, non è solo una sequenza di chilometri, ma un vero e proprio legame invisibile che si tende tra il cuore verde dell’Umbria e le terre d’Oriente. Tutto è iniziato lo scorso novembre, tra le mura solenni della sala del consiglio comunale di Narni, dove la comunità si è stretta attorno a lui prima della partenza. Da quel momento, il suo viaggio si è trasformato in un’esplorazione profonda del sud-est asiatico: ha sfidato le strade del Laos, ha risalito il Vietnam percorrendo oltre 1.700 chilometri tra Hanoi e Bangkok e da circa due mesi sta scoprendo i ritmi della Thailandia. Quello di Carlo è un elogio alla lentezza, un’impresa nata dalla voglia di immergersi in culture diverse affidandosi solo alla propria resistenza e a uno spirito di adattamento fuori dal comune.
La bandiera di Narni nel mondo
In questo lungo viaggio, Carlo non è mai davvero solo. Con lui, infatti, viaggia la bandiera di Narni, vessillo consegnato ufficialmente dal sindaco Lorenzo Lucarelli. Una bandiera che è il simbolo concreto e iconico di un’intera città che lo segue e tifa per lui. Un drappo che in queste settimane ha già visto i contrasti dei grattacieli di Shanghai e i templi millenari di Ayutthaya, diventando un pezzetto dell’identità narnese, dell’identità umbra, che si sposta nel mondo.
«Seguiamo il suo percorso con orgoglio», ha sottolineato il primo cittadino di Narni. Spiegando come le immagini inviate da Carlo Caso non siano solo cartoline di viaggio, ma la prova concreta e tangibile di come la passione accorci ogni distanza. Attraverso i suoi occhi e le sue pedalate, la città umbra esce dai propri confini, dimostrando che nessun traguardo è troppo lontano se si ha il coraggio di sognarlo. «Se puoi sognarlo puoi farlo» diceva un vecchio spot, ed è esattamente quello che accade a Carlo Caso.
La strada verso casa
Il percorso è ancora lungo e ambizioso. Dopo la tappa asiatica, l’itinerario prevede il rientro verso l’Europa attraversando la Turchia e i Balcani, per poi risalire la penisola italiana fino al traguardo finale: Narni. Quella di Carlo Caso non è solo una cronaca di chilometri macinati, ma una pagina di storia locale che si scrive giorno dopo giorno, pedalata dopo pedalata, mantenendo vivo un filo diretto con la sua comunità d’origine. Una sfida che dimostra come, per quanto il viaggio sia lontano, ogni pedalata sia, in fondo, un modo per tornare a casa.







