Non una mattinata qualunque, ma un’esperienza capace di lasciare il segno. All’istituto di istruzione superiore Gandhi di Narni le palestre si sono trasformate in uno spazio di incontro e consapevolezza grazie all’iniziativa della ASD BIC Rieti, realtà impegnata da anni nella promozione dello sport paralimpico e dell’inclusione. L’appuntamento è andato oltre la semplice dimostrazione sportiva. L’obiettivo, dichiarato fin dall’inizio, era quello di scardinare pregiudizi e barriere culturali che ancora accompagnano il tema della disabilità. E lo strumento scelto è stato il campo da gioco, trasformato per l’occasione in un laboratorio di civiltà.
Attraverso esercitazioni pratiche e momenti di confronto, gli studenti hanno avuto la possibilità di mettersi direttamente alla prova, sedendosi in carrozzina e sperimentando in prima persona cosa significhi praticare sport anche in presenza di difficoltà motorie. Un modo concreto per comprendere limiti e potenzialità, superando stereotipi spesso radicati. Tre i punti cardine al centro dell’iniziativa: la necessità di abbattere le barriere architettoniche, per rendere accessibili spazi urbani e scolastici; la promozione della partecipazione attiva, dimostrando che la disabilità non preclude l’attività sportiva anche a livello agonistico; e infine l’educazione all’empatia, per trasformare la fragilità in occasione di relazione e crescita collettiva.
«Lo sport è lo strumento più potente che abbiamo per scardinare i pregiudizi», hanno spiegato i rappresentanti dell’associazione. «Quando un ragazzo vede un atleta in carrozzina fare canestro, smette di vedere la sedia e inizia a vedere l’atleta». La risposta dell’istituto è stata immediata. Dirigenza e docenti hanno accolto con convinzione il progetto, sottolineandone il valore educativo e formativo. L’inclusione, infatti, passa anche e soprattutto attraverso la scuola e la capacità di coinvolgere le nuove generazioni in percorsi di consapevolezza. L’iniziativa lascia in eredità un messaggio chiaro: la scuola non è solo luogo di apprendimento, ma spazio in cui costruire una cultura condivisa. E in questa prospettiva, esperienze come quella promossa dalla ASD BIC Rieti contribuiscono a delineare una società più attenta, in cui nessuno resta ai margini.










