Nikol ha 28 anni, un quadro clinico estremamente complicato, se non compromesso, ma anche la speranza di poter accedere ad un secondo trapianto di fegato, dopo quello del 2021. La giovane, laureata e che vive a Narni Scalo con il compagno, è assitita nella sua battaglia dagli avvocati Matteo Tofanelli e Andrea Sciarretta e in questi giorni la vicenda – raccontata in prima battuta da ‘Il Messaggero Umbria‘ in un articolo a firma di Nicoletta Gigli – è finita anche all’attenzione della presidenza della Repubblica. Che, attraverso il Segretariato generale – Servizio rapporti con la società civile e per la coesione sociale, le ha inviato una lettera in cui assicura di aver portato il suo caso all’attenzione del ministero della Salute, delle Regioni Marche e Umbria e della prefettura di Ancona.
Nel 2021 Nikol è stata sottoposta ad un trapianto ortotopico di fegato ad Ancona, per una necrosi epatica fulminante. Da allora, la speranza si è alternata con i momenti più bui e dolorosi, anche a fronte dei rigetti acuti emersi e che hanno comportato lunghi periodi di ricovero presso l’ospedale Torrette di Ancona. L’inizio di un nuovo iter per la valutazione di un secondo trapianto, nei giorni scorsi purtroppo per la 28enne – malata terminale – non è andata a buon fine e, di fatto, l’operazione le è stata negata a fronte di un quadro ritenuto ormai compromesso.
Ma questa ragazza, che secondo la commissione interdisciplinare è una paziente ‘psichiatrica’ che non sarebbe in grado di tutelare il nuovo fegato, è aggrappata alla vita e non vuole mollare. E soprattutto ci tiene a reagire: «Perché l’episodio a cui la commissione fa riferimento è di circa dieci anni fa ed io ho seguito al millimetro tutte le indicazioni comportamentali e terapeutiche che in questi anni mi sono state comunicate».
Una battaglia, quella della 28enne e del suo compagno, condotta con determinazione e voglia di vivere, nonostante una comprensibile, estrema debolezza fisica. E dopo la risposta del Segretariato generale presso la presidenza della Repubblica, è stata anche avanzata un’istanza di riesame del diniego al secondo trapianto, all’attenzione dell’ospedale di Ancona e del Centro nazionale trapianti. La speranza è che arrivi una nuova luce nella sua vita, così sofferta ma nell’esempio di una determinazione che non è mai venuta, e non verrà, mai meno.






