di Sergio Bruschini
Consigliere comunale Narni – Capogruppo Forza Italia

In un’impresa degna dei migliori illusionisti, il Comune di Narni riesce a far crescere le bollette dei rifiuti nonostante i cittadini si impegnino nella raccolta differenziata. A quanto pare, il segreto del ‘risparmio’ consiste nell’aumentare i costi e chiamarlo progresso. La Regione, prima a guida centrodestra, aveva immaginato un futuro senza discariche. Poi è arrivato il centrosinistra e ha detto ‘no grazie’ al termovalorizzatore, preferendo restare fedeli alla tradizione dello smaltimento costoso e inefficiente. Risultato? Un bell’aumento dell’8% sulla Taric che continuera negli anni futuri. Un modo innovativo per premiare chi crede nella differenziata: pagare di più.
Anche svuotare il bidone vuoto ha un prezzo. Una quota fissa di svuotamento viene addebitata comunque, perché a Narni l’indifferenziato è… indifferente ai fatti. La raccolta differenziata è diventata una specie di roulette: tu separi, ricicli, speri, ma alla fine perdi lo stesso. Il nostro gruppo consiliare ha votato contro, ma la maggioranza ha detto ‘sì’ con entusiasmo. Il sistema è talmente opaco che nemmeno il più audace matematico oserebbe decifrare i criteri di calcolo. E mentre i cittadini si adattano, differenziano e sperano, la bolletta lievita, il servizio peggiora, e l’eco-bugia continua a suonare come un disco rotto: ‘differenziare conviene’. Conviene solo a chi incassa.
di Giovanni Rubini
Assessore all’ambiente del Comune di Narni

L’opposizione di centrodestra continua a utilizzare il tema delle bollette Taric come un facile terreno di polemica, distorcendo la realtà e ignorando volutamente i meccanismi tecnici e normativi che regolano la tariffazione del servizio rifiuti. È importante chiarire ancora una volta che i Comuni non decidono autonomamente le tariffe, che invece vengono elaborate all’interno di Auri (Autorità umbra rifiuti e idrico), in applicazione dei criteri stabiliti da Arera, l’autorità nazionale. Il Comune di Narni, come gli altri, partecipa alle scelte attraverso i propri rappresentanti, ma le tariffe finali sono il risultato di un sistema normato e condiviso. L’adeguamento delle tariffe, infatti, è stato previsto da Arera già nel piano 2022-2025, e gli aumenti approvati a livello umbro sono stati contenuti al 9%, ben al di sotto del limite massimo nazionale del 12%.
A Narni, però, c’è un dato che fa davvero la differenza. Negli ultimi anni, anche grazie alla collaborazione attiva dei cittadini, abbiamo raggiunto una media di oltre l’80% di raccolta differenziata, uno dei risultati più alti a livello regionale. Questo risultato non è solo simbolico: ha effetti reali e misurabili sulle bollette, che risultano mediamente più basse rispetto ad altri comuni umbri con livelli di raccolta inferiori. Basta confrontare i dati tariffari ufficiali per verificarlo. Abbiamo lavorato concretamente per rafforzare i servizi con la distribuzione capillare dei sacchetti per l’umido, il posizionamento di contenitori per piccoli elettrodomestici, e campagne di informazione e sensibilizzazione. Non ci siamo mai limitati a lamentarci o a strumentalizzare, ma abbiamo scelto di agire.
Il centrodestra, invece, in altri contesti di governo ha sostenuto un piano regionale dei rifiuti che avrebbe pesantemente penalizzato i cittadini narnesi, costringendoli a coprire gli squilibri di comuni meno virtuosi. Un piano che non prevedeva una vera equità tra i territori e contro il quale l’amministrazione Lucarelli si è espressa con decisione. La gestione dei rifiuti non è terreno per propaganda ma per responsabilità. Chi oggi critica dovrebbe ricordare che molti degli aumenti sono frutto di scelte prese anche quando AURI era guidata da un sindaco di centrodestra. A Narni, invece, con una gestione puntuale e con l’impegno costante della cittadinanza, abbiamo saputo trasformare un problema in un esempio di buona amministrazione. Serve più serietà e meno slogan.






