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Home » Nomine della Regione: «Terni maltrattata»

Nomine della Regione: «Terni maltrattata»

di Fabio Toni
17 Giugno 2020
in Dal territorio, Economia, Politica
Tempo di lettura: 5 minuti di lettura
Palazzo Donini

Palazzo Donini

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La questione del riequilibrio territoriale in Umbria, torna in una sua nuova ed allo stesso tempo vecchia declinazione: quella relativa alle nomine nelle società controllate dalla Regione Umbria. A sferrare un attacco all’esecutivo di palazzo Donini, in tal senso, sono il Pd ternano con il capogruppo in Comune, Francesco Filipponi, ma pure Confartigianato Imprese Terni, già critica con l’amministrazione regionale a guida Tesei.

«Ma quale riequilibrio amministrativo»

«Il quadro che si va a profilare per la rappresentanza di Terni negli organismi regionali è desolante – afferma Filipponi -. Terni è stata pesantemente mortificata. Le nomine in Umbria Digitale, Ater, Villa Umbra, Gepafin, Sviluppumbria, Umbraflor e Fondazione Uj, vedono un unico ternano, il presidente di Ater nonché ex collega di studio del sindaco di Terni. Per il resto niente, una città di grande rilevanza come Terni – osserva il consigliere comunale del Pd – vede un’unica figura in uno scenario regionale che ha distribuito decine di incarichi. Ci domandiamo se effettivamente a Terni non ci siano quelle competenze manageriali e amministrative in grado di dare un apporto all’amministrazione regionale. Una situazione senza precedenti, la più palese contraddizione a quel riequilibrio amministrativo che il sindaco e la Lega a Terni dicono di voler fare ma che poi a Perugia si rimangiano in maniera clamorosa».

«L’unica azione positiva è l’Arpa a Terni»

«È chiaro – prosegue Francesco Filipponi – che qualcosa non ha funzionato. O meglio è chiaro che hanno funzionato solo alcuni vincoli rispetto a quelli del territorio e della rappresentanza territoriale. D’altronde l’amministrazione comunale di Terni non è nuova a sacrificare Terni in nome di piccole convenienze, di legami che nulla hanno a che vedere con la pubblica amministrazione. Suona discutibile che alla presidenza di Asm ci sia un parente di un assessore, suona molto discutibile che curriculum rilevanti, che forse avevano l’unica pecca di provenire da Terni, non abbiano trovato riscontro nelle nomine. L’unica azione di riequilibrio amministrativo è il trasferimento annunciato di Arpa a Terni. Siamo molto felici che su questo versante la Lega abbia fatto il copia e incolla con una proposta di legge regionale presentata dal Pd. Non ne siamo gelosi se si tratta di fare gli interessi di Terni».

«Vicini a chi è rammaricato»

«Cogliamo l’occasione – conclude il capogruppo Dem al Comune di Terni – per esprimere solidarietà a tutti quei professionisti, quelle figure di primo piano che provengono da Terni e che non sono riuscite ad arrivare nella stanza dei bottoni di Perugia. Comprendiamo benissimo il rammarico delle associazioni di categoria che giustamente si sono poste il problema di un’equa rappresentanza territoriale, perché tutti noi sappiamo che i progetti e le risorse per il nostro territorio passano anche attraverso un’adeguata presenza in enti e agenzie che sono chiamati a gestire milioni di euro l’anno, in particolare in settore ad alto contenuto di sviluppo, quale il credito, il digitale, la formazione e la cultura».

«Terni presa in giro»

A stretto giro arriva il commento anche di M5S e Senso Civico: «Sulle nomine regionali – spiegano i consiglieri – Terni non è stata solo mortificata: Terni è stata presa in giro. La città continua ad essere trattata come luogo di serie b dalla regione. Non solo nulla è cambiato rispetto al passato ma sembra addirittura peggiorato. Chiediamo per questo che il sindaco Latini faccia indire quanto prima un consiglio comunale aperto a tutte le forze sociali del territorio, dove venga convocata la governatrice dell’Umbria Donatella Tesei e dove sia messo al centro il tema del riequilibrio territoriale e dello sviluppo sociale ed economico della Conca Ternana. La stessa presidente Catiuscia Marini, nonostante le difficoltà determinate dallo scontro politico di quel momento, negli anni passati non ebbe timore a venire nella massima assise cittadina a metterci la faccia dinanzi ad un confronto con la città. La vertenza Terni è sempre più urgente. L’Umbria meridionale sprofonda nelle classifiche, Terni si avvicina all’autunno demografico, con una disoccupazione giovanile che raggiunge il 40% e una situazione ambientale sempre più complessa. Come città stiamo sistematicamente rimanendo in dietro da tutte le partite più importanti: infrastrutture, università, sanità, sviluppo economico. Riteniamo doveroso – concludoni – a fronte del totale disinteresse dimostrato dal centrodestra umbro per le istanze ed il ruolo del nostro territorio, che il sindaco della città si faccia promotore di un intervento a difesa di terni e dei ternani che sono stanchi di assistere all’ennesimo finto cambiamento».

«Per Terni promesse da campagna elettorale?»

Bordate precedute, lunedì, da quelle di Confartigianato: «La campagna elettorale regionale aveva fatto registrare la novità della promessa di tenere nella corretta considerazione tutti i territori dell’Umbria in controtendenza rispetto alla tradizione di emarginazione dai centri decisionali regionali della provincia di Terni. Tale promessa che era apparsa ‘credibile’ – spiega Confartigianato – doveva aprire una fase nuova della politica locale, ma rischia di scontrarsi con i vecchi difetti umbri già alla prima tornata di nomine regionali. Managerialità, merito e competenza devono essere i criteri ispiratori e sono criteri condivisi per le nomine, ma non appare credibile che tali requisiti siano reperibili solo in candidati provenienti dalla provincia di Perugia. E invece a giudicare dalle prime indiscrezioni, se non si determinerà un improvviso incremento dell’attenzione dei rappresentanti in regione del nostro territorio, le nomine regionali non sembrano, per questi aspetti, marcare alcuna discontinuità. Questi vecchi difetti seguiti per decenni hanno già fatto molti danni, alimentando pericolose polemiche, riducendo l’efficacia dell’azione dell’istituzione regionale e tenendo a livelli minimi la coesione sociale dell’Umbria. Riteniamo che occorra porvi rimedio con azioni positive e non con promesse che rischiano di durare giusto il tempo delle campagne elettorali».

M5s e Senso Civico: «Una presa in giro»

Parole a cui si aggiungono anche quelle dei gruppi consiliari di M5s e Senso Civico al Comune di Terni: «Sulle nomine regionali Terni non è stata solo mortificata: Terni è stata presa in giro. La città continua ad essere trattata come luogo di serie b dalla regione. Non solo nulla è cambiato rispetto al passato ma sembra addirittura peggiorato. Chiediamo per questo che il sindaco Latini faccia indire quanto prima un consiglio comunale aperto a tutte le forze sociali del territorio, dove venga convocata la governatrice dell’Umbria Donatella Tesei e dove sia messo al centro il tema del riequilibrio territoriale e dello sviluppo sociale ed economico della conca ternana. La stessa presidente Catiuscia Marini, nonostante le difficoltà determinate dallo scontro politico di quel momento, negli anni passati non ebbe timore a venire nella massima assise cittadina a metterci la faccia dinanzi ad un confronto con la città. La vertenza Terni è sempre più urgente – aggiungono i consiglieri di M5s e Senso Civico -, l’Umbria meridionale sprofonda nelle classifiche, Terni si avvicina all’autunno demografico con una disoccupazione giovanile che raggiunge il 40% e una situazione ambientale sempre più complessa. Come città stiamo sistematicamente rimanendo in dietro da tutte le partite più importanti: infrastrutture, università, sanità, sviluppo economico. Riteniamo doveroso a fronte del totale disinteresse dimostrato dal centrodestra umbro per le istanze ed il ruolo del nostro territorio, che il sindaco della città si faccia promotore di un intervento a difesa di Terni e dei ternani che sono stanchi di assistere all’ennesimo finto cambiamento».

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